Whiplash

«Ero lì per spingere le persone oltre le loro aspettative: era quella la mia assoluta necessità».

Citazione tratta da Whiplash, film diretto da Damien Chazelle

 

La frase di Terence Fletcher, interpretato da un magistrale J. K. Simmons, riecheggia quello che ha fatto Sergio Ermotti in UBS: spingere oltre le aspettative. Sotto la guida del Ceo che ha accettato la sfida dell’integrazione di Credit Suisse, l’istituto elvetico ha infatti battuto le previsioni del primo trimestre 2026.

L’utile netto è balzato a 3 miliardi di dollari (quasi 2,6 miliardi di euro), in crescita dell’80% rispetto allo stesso periodo del 2025 e oltre le attese del consenso LSEG di 2,8 miliardi. Gli utili operativi del gruppo hanno raggiunto i 14,2 miliardi di dollari (+13% annuo), con una performance che ha sovrastato le aspettative in quasi tutti i segmenti.

«Nel primo trimestre abbiamo continuato ad assistere i clienti nell’affrontare un contesto geopolitico e di mercato volatile e imprevedibile, sfruttando la forza e l’ampiezza della nostra rete globale e diversificata – ha commentato Ermotti – Abbiamo ottenuto eccellenti risultati finanziari e siamo sulla buona strada per raggiungere i nostri obiettivi finanziari per il 2026».

Entrando nel dettaglio delle aree che hanno trainato i risultati, spicca l’investment banking. I ricavi della divisione Global Markets sono balzati del 31% anno su anno, arrivando a 3,25 miliardi di dollari.

Relativamente al Global Wealth Management, il patrimonio gestito ha raggiunto 37,4 miliardi di dollari nel trimestre, segnando una crescita del 3,1%. La divisione Asset Management ha registrato afflussi netti per 14 miliardi di dollari (+2,7% annualizzato), sostenuta, tra i vari fattori positivi, dallo slancio degli ETF. Il patrimonio investito complessivo del gruppo si è attestato a 6.900 miliardi di dollari a fine trimestre.

Nell’ambito del dossier Credit Suisse, a marzo UBS ha completato il trasferimento degli ultimi conti clienti registrati in Svizzera sulla propria infrastruttura, concludendo così la migrazione di circa 1,2 milioni di clienti a livello globale. «Siamo fiduciosi di poter completare sostanzialmente l’integrazione entro la fine dell’anno, ponendoci in una posizione favorevole per un’ulteriore crescita sostenibile», ha commentato Ermotti.

Guardando ai numeri, le spese legate all’integrazione sono diminuite nel primo trimestre e ulteriori 800 milioni di dollari di tagli ai costi hanno portato il risparmio complessivo a 11,5 miliardi di dollari. Purtroppo, c’è anche il tema della contrazione della forza lavoro, considerata la fase più dolorosa dal Ceo: nel corso del trimestre, UBS ha ridotto il proprio organico di circa 1.500 dipendenti a tempo pieno.

 

Nel comunicato trimestrale si parla anche del dibattito con il governo elvetico sui requisiti di capitale. Sul tavolo c’è un piano che richiederebbe a UBS di accantonare circa 20 miliardi di dollari di capitale aggiuntivo, e di trattare separatamente gli investimenti delle controllate estere nel calcolo dell’indicatore patrimoniale CET1. Il gruppo ha ribadito il proprio impegno a partecipare in modo costruttivo al dibattito, pur avvertendo che la misura non cambierà il proprio modello di business diversificato.

UBS, inoltre, ha confermato la propria intenzione di riacquistare almeno 3 miliardi di dollari di azioni nel 2026. L’istituto stima di raggiungere tale obiettivo entro la fine di luglio e di puntare a un volume maggiore entro la fine dell’anno, a seconda delle novità sulle norme in materia di capitale.

«Nel complesso si tratta di una serie di risultati incoraggianti, anche se prevediamo che l’attenzione si concentrerà ancora una volta sulle proposte svizzere in materia di capitale e su ciò che ciò comporta per i futuri riacquisti», hanno affermato gli analisti di Citi in una nota.

Ermotti ha comunque rassicurato: «Siamo pienamente impegnati a tutelare i nostri azionisti, mitigando al contempo l’impatto di questi requisiti più stringenti, se possibile, sui nostri clienti, sui nostri collaboratori e sulle comunità in cui viviamo e lavoriamo».

Infine, focalizzandosi sull’inizio del secondo trimestre, secondo il comunicato della banca «i mercati mostrano una certa resilienza», tuttavia «i rischi restano elevati» e «la situazione può cambiare rapidamente». Ma con Ermotti al timone, nonostante le complessità dello scenario macro e geopolitico, UBS potrebbe stupire ancora gli osservatori.