Swiss Mirror – Un nuovo orizzonte per le scienze della vita
- 1 Aprile 2026
- Posted by: VectorWM
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Uno dei fiori all’occhiello della Svizzera è il settore delle scienze della vita, in cui ha creato un ecosistema avanzato. E questo ecosistema, di recente, è diventato ancor più forte grazie all’inaugurazione del nuovo edificio, dedicato alla ricerca, dell’Institute of Human Biology di Roche, che ospiterà fino a 250 ricercatori.
L’apertura rappresenta una tappa significativa nella strategia del gruppo per sbloccare il potenziale trasformativo dei modelli umani, al fine di innovare il futuro della scoperta e dello sviluppo dei farmaci, riducendo errori e tempistiche.
In particolare, l’istituto si baserà sulla sinergia tra il biotech, la biologia computazionale e la bioingegneria traslazionale per sviluppare sistemi avanzati che replicano la biologia delle malattie umane con elevata precisione.
Thomas Schinecker, Ceo di Roche, ha detto che «l’inaugurazione dell’Institute of Human Biology rafforza il nostro impegno verso la Svizzera come polo globale dell’innovazione, dove Roche investe ogni anno circa 3,5 miliardi di franchi in ricerca. Combinando modelli organoidi umani con l’intelligenza artificiale, l’IHB ha il potenziale per cambiare il modo in cui scopriamo e sviluppiamo nuovi medicinali, rendendo la ricerca e lo sviluppo più predittivi ed efficienti. Insieme ai nostri partner, puntiamo a portare trattamenti innovativi ai pazienti più rapidamente».
In sostanza, la ricerca e sviluppo (R&S) consiste nel tradurre la scienza in farmaci. Ma c’è un problema: è il cosiddetto divario traslazionale, ovvero quando scoperte promettenti si arenano tra il banco di laboratorio e il letto del paziente. Per esempio, una molecola può comportarsi in modo perfetto in un modello preclinico, ma fallire nell’uomo. Le imprese e i centri di ricerca stanno cercando di migliorare il tasso di successo dei progetti e ridurre le tempistiche di drug discovery.
L’Institute of Human Biology è pronto, pertanto, a trasformare il futuro della R&S, sfruttando una serie fondamentale di innovazioni in fase di sviluppo, grazie ai “sistemi modello umani”. In pratica, si tratta di piattaforme sperimentali progettate per riprodurre aspetti chiave della biologia umana al di fuori del corpo.
Alcuni si sviluppano da cellule staminali adulte, replicando strutture di tessuto vivente che assomigliano a organi quali il polmone, il fegato o l’intestino. Altri crescono all’interno di chip microingegnerizzati che ricreano le forze meccaniche e i flussi di fluidi del corpo. Altri ancora esistono solo in codice, in questo caso sono i modelli computazionali e di intelligenza artificiale a simulare tessuti sani o malattie.
Azad Bonni, Global Head e Direttore dell’Institute of Human Biology, ha sottolineato che «la medicina moderna richiede tecnologie sofisticate. Innovando i sistemi modello umani e comprendendo meglio le malattie umane, supereremo i limiti della ricerca tradizionale per prevedere se e come i nuovi trattamenti funzioneranno nelle persone. Questo nuovo centro di ricerca permette ai nostri scienziati di realizzare e tradurre scoperte all’intersezione tra scienza di base e scienza industriale, cambiando il modo in cui comprendiamo e affrontiamo le malattie umane».
Invece, durante una presentazione alla stampa, Gaudenz Danuser, responsabile della biologia computazionale, ha parlato del ponte tra scienze della vita e matematica applicata. Per lui, «non si tratta solo di analizzare informazioni, ma di costruire modelli che ci permettano di prevedere cosa accadrà nei pazienti».
Danuser ha poi aggiunto: «l’AI ci permette di esplorare scenari che non possiamo testare direttamente in laboratorio. Possiamo simulare migliaia di esperimenti e individuare quelli più promettenti. È un modo completamente nuovo di fare scienza: non sostituisce l’intuizione umana, ma la affianca con una capacità predittiva senza precedenti». Dunque, l’AI rappresenta una forte leva strategica per accelerare i cicli di drug discovery.
Secondo Mordor Intelligence, si prevede che il mercato globale della scoperta di nuovi farmaci ha raggiunto un valore di 107,17 miliardi di dollari nel 2025, per poi salire a 113,24 miliardi di dollari nel 2026 e 152,73 miliardi di dollari entro il 2031, con un tasso di crescita annuale composto (CAGR) del 6,13% nel periodo 2026-2031.

