Swiss Mirror – Il Venture Capital tra resilienza e sviluppo

Il settore degli investimenti in startup elvetiche esce da un 2023 caratterizzato da luci e ombre, guardando con maggior fiducia al futuro. È quanto emerge dallo Swiss Venture Capital Report 2024, pubblicato dal portale d’informazione startupticker.ch e dall’Associazione svizzera di Private Equity&Corporate Finance (SECA), in collaborazione con startup.ch.

Partiamo dai temi più critici: nel 2023, sia l’ammontare del capitale investito che il numero di Exit hanno registrato un netto calo. Soffermandoci sui capitali ottenuti dalle startup (circa 2,6 miliardi di franchi), il dato rivela una diminuzione del 34,8% lo scorso anno rispetto al 2022. Ciononostante, gli investitori svizzeri sono stati molto attivi, probabilmente anche grazie all’elevato numero di imprese innovative interessanti, come dimostra il numero record di round di finanziamento: 397, secondo quanto evidenziato dal Report.

Naturalmente, è anche un riflesso del fatto che le startup – mostratesi in ogni caso resilienti – hanno ricevuto investimenti minori e, pertanto, sono state “spinte” a chiudere raccolte con maggiore frequenza. Ma resta un risultato significativo, soprattutto considerando che, l’anno scorso, lo scenario economico globale è stato particolarmente complicato.

Inoltre, se inquadriamo i numeri del Venture Capital svizzero registrati nel 2023 in un contesto di più ampio respiro, emergono elementi positivi. Infatti, considerando gli ultimi 10 anni, i circa 2,6 miliardi di franchi investiti lo scorso anno rappresentano il terzo miglior risultato del periodo. Il livello è nettamente superiore a quello del pre-pandemia; basta guardare il dato relativo al 2019, quando vennero investiti “solo” 2,3 miliardi di franchi.

E cosa ci si aspetta dal futuro? L’analisi sul Venture Capital specifica che, grazie al sondaggio effettuato, si evince l’ottimismo degli investitori sulle prospettive. Il 2024 potrebbe essere un anno di rilancio per tutto il settore.

Nel report è poi presente un focus sugli spin-off del Politecnico federale di Zurigo (ETH): nell’ultimo anno ne sono stati fondati 43, un nuovo record che pone l’istituto tra i top performer europei. E il settore dell’Intelligenza Artificiale è stato protagonista di questo risultato. Difatti, almeno 12 spin-off hanno collegamenti diretti con il comparto dell’AI, come ad esempio Quazel, un’app per l’apprendimento delle lingue; in sostanza, un tutor digitale consente agli utenti di conversare di qualsiasi argomento, grazie all’Intelligenza Artificiale che elabora le risposte.

Possiamo inoltre citare BreezeLabs, che utilizza un software di Intelligenza Artificiale collegato a cuffie standard (con microfono incorporato) per monitorare la frequenza respiratoria di chi le indossa. Ciò consente di fornire raccomandazioni di allenamento personalizzate e mirate durante le attività sportive.

Ma ci sono anche altri settori rilevanti oltre all’AI. Tra cui il comparto farmaceutico e quello biotecnologico. Si pensi a ATLyphe, il cui obiettivo è sostituire la chemioterapia con terapie a base di anticorpi, rendendo potenzialmente più sicuro ed efficace il trapianto di cellule staminali ematopoietiche e migliorando così le condizioni del paziente.

Per quanto riguarda le sovvenzioni ricevute dagli spin-off dell’ETH, il 2023 è stato un anno eccezionale. Tanto che sono stati messi a disposizione disposizione 47 milioni di franchi svizzeri, senza diluire le partecipazioni esistenti degli attuali proprietari. Ci sono stati anche diversi round di investimento significativi. Ad esempio, lo spin-off GetYourGuide, una piattaforma online per le attività di viaggio, ha finalizzato una nuova raccolta di oltre 70 milioni di franchi. Mentre ANYbotics, che offre robot autonomi per applicazioni industriali, ha ottenuto 50 milioni di franchi svizzeri.

Il report tocca anche un altro tema molto interessante. La percentuale di donne fondatrici di spin-off è aumentata rispetto al 2022. In concreto, lo scorso anno sono state create 11 aziende a trazione femminile nel contesto dell’ETH. Vanessa Wood, vicepresidente per il trasferimento di conoscenze e le relazioni aziendali del Politecnico, è soddisfatta: «Il fatto che abbiamo incoraggiato un numero sempre maggiore di donne a diventare imprenditrici non è solo una grande soddisfazione per me, ma anche un beneficio per l’economia e la società svizzera nel suo complesso».