Norwegian Wood
- 25 Marzo 2026
- Posted by: VectorWM
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«Questo è un altro consiglio che ti do: non perdere la pazienza. Anche se le cose sono così ingarbugliate che non puoi fare nulla, non disperarti o andare in tilt e iniziare a tirare un filo in particolare prima che sia pronto a sbrogliarsi. Devi renderti conto che sarà un processo lungo e che lavorerai sulle cose lentamente, una alla volta.»
Citazione tratta da Norwegian Wood, di Haruki Murakami
Anche quando le cose sono ingarbugliate, non bisogna disperare e, con pazienza, accettare un processo lungo prima che il filo sia pronto a sbrogliarsi. È una filosofia che riecheggia nell’ultima lettera agli investitori di Larry Fink.
Il Ceo di BlackRock ha detto che, conversando con investitori, clienti, manager e imprenditori, quasi tutti faticano a orientarsi nell’attuale momento storico. «È comprensibile – ha scritto Fink nell’introduzione alla lettera – Stiamo vivendo un periodo in cui eventi che un tempo avrebbero definito un decennio sono diventati la norma: guerre con impatti globali, aziende da mille miliardi di dollari, una riorganizzazione profonda del commercio internazionale e l’emergere della tecnologia più significativa almeno dai tempi del computer», ovvero l’AI.
E troppo spesso si rischia di filtrare tutto «attraverso una lente di breve termine», concentrandosi «così tanto sul rumore da dimenticare ciò che conta davvero».
Nel tempo, «restare investiti si è rivelato molto più importante che azzeccare il momento giusto. Negli ultimi vent’anni, ogni dollaro investito nello S&P 500 è cresciuto di oltre otto volte. Perdere anche solo i dieci giorni migliori avrebbe significato ottenere meno della metà del rendimento. E alcuni dei giorni migliori si sono verificati proprio nei momenti di maggiore incertezza».
Insomma, quando le cose sono ingarbugliate, non bisogna disperare e, anzi, avere pazienza per non perdere le potenziali occasioni. Secondo Fink, «il capitalismo funziona, ma non per un numero sufficiente di persone». Ed è con l’investimento di lungo termine che si può rimediare a questa mancanza, creando una «sorta di miracolo civico»: così si «permette ai Paesi di costruire industrie domestiche, alle persone di creare ricchezza duratura e di partecipare alla crescita del proprio Paese». Dunque, «il futuro individuale e quello nazionale si intrecciano: si contribuisce alla crescita del Paese, che a sua volta sostiene la crescita personale».
Fink ha fatto anche un esempio personale: «Mio padre nacque nel 1925, mia madre nel 1930. Non provenivano da famiglie benestanti: mio padre gestiva un negozio di scarpe, mia madre insegnava inglese. Ma risparmiavano e investivano ciò che potevano».
Così, «negli anni ’50 e ’60, mentre veniva costruito il sistema autostradale americano e si sviluppava il boom industriale, anche loro – nel loro piccolo – contribuirono a finanziare quella crescita. Erano parte del capitale che costruiva l’America moderna. E col tempo, i benefici tornarono a loro».
Il manager ha quindi ricordato che chi ha investito in maniera costante – nonostante crisi, guerre e pandemie – ha avuto la possibilità di far crescere la propria ricchezza insieme all’economia. Il percorso non è lineare, ma nel lungo periodo «i mercati tendono a premiare chi resta investito anche nell’incertezza».
Secondo Fink, una sfida da affrontare è quella di ampliare l’accesso agli investimenti: negli Stati Uniti, circa il 40% della popolazione non è esposto ai mercati e, nel resto del mondo, è anche “peggio”. Le azioni dei governi e le tecnologie finanziarie saranno fondamentali.
Fink ha poi sottolineato «l’aumento delle disuguaglianze e il rischio che l’intelligenza artificiale amplifichi ulteriormente il divario».
Secondo il Ceo di BlackRock, «quando parliamo dell’impatto economico dell’AI, gran parte del dibattito riguarda il lavoro». Si tratta di «una questione estremamente importante, che va oltre l’economia. Il lavoro fornisce reddito, scopo e dignità».
Poi, ha aggiunto che anche se l’AI dovesse ridurre la domanda per alcune professioni – soprattutto nei ruoli impiegatizi entry-level – esistono opportunità nel mercato del lavoro. «Nel breve termine, ci sono ruoli chiaramente richiesti e ben retribuiti: i mestieri specializzati, in particolare quelli legati alla costruzione dell’infrastruttura fisica dell’AI, come data center, sistemi energetici e reti elettriche».
Relativamente al divario della ricchezza, la «storia suggerisce che le tecnologie trasformative creano enorme valore» e «gran parte di questo valore va alle aziende che le sviluppano e le implementano, e agli investitori che le possiedono». Dunque, «esiste un rischio concreto che l’intelligenza artificiale aumenti la disuguaglianza della ricchezza se la proprietà degli asset non si amplia di pari passo».

