Nelle storie d’impresa c’è sempre qualcosa di più
- 22 Luglio 2026
- Posted by: VectorWM
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«Non so se molti si rendano conto di quanto, in una storia, ci sia molto più di ciò che viene scritto.»
Citazione tratta da La piccola principessa (A Little Princess), di Frances Hodgson Burnett
Con la stagione delle trimestrali in pieno svolgimento, l’attenzione di molti operatori è concentrata soprattutto sui Magnifici 7 e i titoli dei chip, al fine di capire se gli ingenti investimenti nella filiera dell’AI siano giustificati. Ma nella “storia dei mercati e delle imprese” c’è «molto più di ciò che viene scritto» su Big Tech e intelligenza artificiale, che sicuramente sono i temi principali di questa epoca.
Ed è bene rendersene conto, anche in ottica di potenziale rotazione. Per esempio, è utile non trascurare un player come General Motors, che ha fatto la storia dell’automotive statunitense. E che, pur investendo in innovazione, è considerato più “tradizionale” rispetto ai grandi nomi della tecnologia.
La compagnia ha alzato martedì diverse delle principali previsioni sugli utili per il 2026, dopo aver superato le attese di Wall Street per il secondo trimestre, grazie al continuo contributo delle attività in Nord America ai risultati del gruppo. Nel dettaglio, la casa automobilistica di Detroit ha attribuito la revisione al rialzo alla stabilità dei prezzi di vendita dei veicoli, alla riduzione dei costi per le garanzie e al progressivo contenimento delle perdite legate ai veicoli completamente elettrici.
In particolare, durante il secondo trimestre, GM ha riportato un utile per azione rettificato di 3,57 dollari contro 3,20 dollari attesi secondo LSEG. I ricavi si sono attestati a 48,03 miliardi di dollari contro 47,01 miliardi di dollari attesi. Nel secondo trimestre del 2025, il gruppo aveva registrato 47,12 miliardi di dollari di ricavi.
La nuova guidance per l’intero 2026, invece, prevede un utile operativo rettificato (EBIT adjusted) compreso tra 14 e 16 miliardi di dollari, pari a un utile per azione rettificato tra 12 e 14 dollari, rispetto alla precedente stima di 13,5-15,5 miliardi di dollari e 11,50-13,50 dollari per azione.
«Questi risultati sono pienamente in linea con quanto stiamo facendo negli ultimi anni», ha dichiarato il direttore finanziario di GM, Paul Jacobson, ai microfoni di CNBC. Inoltre, «l’utile per azione del primo semestre è superiore del 25% rispetto a qualsiasi altro primo semestre nella nostra storia».
Jacobson ha poi dichiarato che il «momento positivo» della compagnia è evidente, definendo il titolo «sottovalutato» e la domanda dei consumatori «resiliente».
GM ha però ridotto le aspettative sull’utile netto attribuibile agli azionisti, ora previsto tra 8,4 e 9,8 miliardi di dollari, rispetto alla precedente stima, già rivista al ribasso, di 9,9-11,4 miliardi di dollari. Si tratta del secondo trimestre consecutivo di ribasso, pur migliorando gli altri obiettivi finanziari. Ad aprile, la società aveva già modificato la guidance per riflettere un rimborso sui dazi pari a 500 milioni di dollari.
Finora, come anticipato, sono state le attività in Nord America a trainare i risultati della casa automobilistica, che comprendono anche la crescita dei ricavi derivanti dai servizi digitali e una riduzione delle perdite legate ai veicoli elettrici compresa tra 1 e 1,5 miliardi di dollari nel 2026 rispetto al 2025.
Nella lettera agli azionisti, Mary Barra, Ceo di General Motors, ha sottolineato che «il margine EBIT adjusted dell’8,6% in Nord America è aumentato di 2,5 punti percentuali rispetto a un anno fa e continuiamo a ridurre i costi di garanzia, contenere le perdite dell’elettrico e migliorare l’efficienza operativa. Inoltre, GM International, incluse le nostre joint venture in Cina, è tornata in utile».
Barra ha poi evidenziato la stabilità dei prezzi dei veicoli e il contributo di una «gamma molto competitiva» di pickup e SUV ai risultati del trimestre. Stando ai dati forniti dalla compagnia, il prezzo medio di vendita dei veicoli è stato pari a 52.000 dollari nel trimestre, mantenendo una politica prudente sugli incentivi commerciali.
La società ha inoltre dichiarato di aver sostanzialmente completato le principali svalutazioni e gli oneri legati al ridimensionamento delle attività nei veicoli completamente elettrici. Parliamo di un’operazione che dalla seconda metà dello scorso anno ha comportato 10,9 miliardi di dollari di costi.
Tra il 22 luglio 2025 e il 21 luglio 2026, il titolo di General Motors è cresciuto di oltre il 60%. Ora spetta agli investitori capire cosa c’è dentro questa storia e valutare se, anche in futuro, sarà una storia di crescita.

