Liberty defined
- 10 Luglio 2025
- Posted by: VectorWM
- Categoria: Non categorizzato

«I disavanzi significano aumenti futuri delle tasse, puro e semplice. La spesa in deficit dovrebbe essere considerata come una tassa sulle generazioni future.»
Citazione tratta da Liberty Defined, di Ron Paul
Le parole di Ron Paul sono attualissime: «I disavanzi significano aumenti futuri delle tasse, puro e semplice». Infatti, il tema è al centro dell’attenzione per il cosiddetto “big, beautiful bill” di Donald Trump, analizzato attentamente dagli investitori.
Si tratta di una legge che, secondo l’Ufficio del bilancio del Congresso (Congressional Budget Office), potrebbe aumentare il deficit federale di 3.300 miliardi di dollari nei prossimi dieci anni e lasciare milioni di persone senza copertura sanitaria. Anche se la Casa Bianca ha cercato di sminuire queste previsioni, degli interrogativi rimangono.
Andiamo con ordine. Durante il suo primo mandato, Trump aveva firmato il ‘Tax Cuts and Jobs Act’, che aveva ridotto le tasse per le imprese e per i singoli individui in alcune fasce di reddito. L’inquilino della Casa Bianca aveva presentato quella legge come uno stimolo alla crescita economica, ma gli esperti sostengono che abbia avvantaggiato soprattutto gli americani più ricchi.
Le disposizioni chiave di quella legge erano destinate a scadere a dicembre, ma l’ultima legge voluta da Trump serve (anche) per rendere permanenti quei tagli fiscali. E per finanziare altri tagli fiscali, i Repubblicani hanno introdotto nuove restrizioni al Medicaid, ossia il programma sanitario su cui fanno affidamento milioni di americani a basso reddito o con disabilità.
Viene inoltre ridotta la tassa sui fornitori dal 6% al 3,5% entro il 2032, diminuendo così un’imposta che gli Stati usano per finanziare la loro parte dei costi Medicaid. Il Congressional Budget Office stima che, a causa di tali cambiamenti, quasi 12 milioni di americani potrebbero perdere la copertura sanitaria entro la fine del prossimo decennio.
Sono previste anche riforme al programma di assistenza alimentare ‘Supplemental Nutrition Assistance Program’ (SNAP), utilizzato da oltre 40 milioni di americani a basso reddito. In pratica, si richiede agli Stati di contribuire maggiormente al programma, mentre finora il piano era totalmente finanziato dal governo federale. Il cambiamento entrerà in vigore nel 2028.
Il big beautiful bill aumenta poi le spese per le forze armate statunitensi, che riceveranno un aumento di bilancio di 150 miliardi di dollari. Si tratta di fondi che saranno utilizzati per potenziare la capacità cantieristica della marina militare, e per finanziare il progetto di difesa missilistica “Golden Dome” voluto da Trump.
La legge, inoltre, prevede un forte aumento dei fondi per il controllo dell’immigrazione, stanziando 100 miliardi di dollari all’agenzia ‘Immigration and Customs Enforcement’ (ICE), la quale ha un ruolo di primaria importanza nella politica anti-immigrazione di Trump. Gli ulteriori fondi, validi fino al 2029, serviranno a quasi raddoppiare la capacità di detenzione dei migranti negli Stati Uniti e ad assumere più personale di controllo.
Si pensi che, prima del disegno di legge, il bilancio annuale dell’ICE era di circa 8 miliardi di dollari. Con le nuove risorse messe sul piatto dai repubblicani, l’ICE diventa la più grande agenzia federale di forze dell’ordine, secondo il Brennan Center for Justice, un’organizzazione no profit.
Un altro punto focale della legge è la diminuzione degli incentivi e delle agevolazioni nel settore dell’energia pulita, e infatti i titoli del settore sono sotto i riflettori a Wall Street.
L’amministratore delegato di Tesla, Elon Musk, ha commentato duramente l’approvazione del big beautiful bill. E, tra l’altro, ha appoggiato un post del senatore Rand Paul, il quale ha affermato che il bilancio della legge «fa esplodere il deficit» e continua un modello di «politica a breve termine rispetto alla sostenibilità a lungo termine».
Interessanti anche le parole di Ellen Hazen, chief market strategist di F.L. Putnam Investment Management: «Riteniamo che la legge accelererà la crescita degli utili societari, che in ultima istanza guiderà i valori azionari. Ma questo potrebbe portare a tassi del Tesoro più alti e più a lungo, rendendo molti investimenti a reddito fisso un po’ meno attraenti nel lungo periodo».
«I disavanzi significano aumenti futuri delle tasse, puro e semplice. La spesa in deficit dovrebbe essere considerata come una tassa sulle generazioni future.»
Citazione tratta da Liberty Defined, di Ron Paul
Le parole di Ron Paul sono attualissime: «I disavanzi significano aumenti futuri delle tasse, puro e semplice». Infatti, il tema è al centro dell’attenzione per il cosiddetto “big, beautiful bill” di Donald Trump, analizzato attentamente dagli investitori.
Si tratta di una legge che, secondo l’Ufficio del bilancio del Congresso (Congressional Budget Office), potrebbe aumentare il deficit federale di 3.300 miliardi di dollari nei prossimi dieci anni e lasciare milioni di persone senza copertura sanitaria. Anche se la Casa Bianca ha cercato di sminuire queste previsioni, degli interrogativi rimangono.
Andiamo con ordine. Durante il suo primo mandato, Trump aveva firmato il ‘Tax Cuts and Jobs Act’, che aveva ridotto le tasse per le imprese e per i singoli individui in alcune fasce di reddito. L’inquilino della Casa Bianca aveva presentato quella legge come uno stimolo alla crescita economica, ma gli esperti sostengono che abbia avvantaggiato soprattutto gli americani più ricchi.
Le disposizioni chiave di quella legge erano destinate a scadere a dicembre, ma l’ultima legge voluta da Trump serve (anche) per rendere permanenti quei tagli fiscali. E per finanziare altri tagli fiscali, i Repubblicani hanno introdotto nuove restrizioni al Medicaid, ossia il programma sanitario su cui fanno affidamento milioni di americani a basso reddito o con disabilità.
Viene inoltre ridotta la tassa sui fornitori dal 6% al 3,5% entro il 2032, diminuendo così un’imposta che gli Stati usano per finanziare la loro parte dei costi Medicaid. Il Congressional Budget Office stima che, a causa di tali cambiamenti, quasi 12 milioni di americani potrebbero perdere la copertura sanitaria entro la fine del prossimo decennio.
Sono previste anche riforme al programma di assistenza alimentare ‘Supplemental Nutrition Assistance Program’ (SNAP), utilizzato da oltre 40 milioni di americani a basso reddito. In pratica, si richiede agli Stati di contribuire maggiormente al programma, mentre finora il piano era totalmente finanziato dal governo federale. Il cambiamento entrerà in vigore nel 2028.
Il big beautiful bill aumenta poi le spese per le forze armate statunitensi, che riceveranno un aumento di bilancio di 150 miliardi di dollari. Si tratta di fondi che saranno utilizzati per potenziare la capacità cantieristica della marina militare, e per finanziare il progetto di difesa missilistica “Golden Dome” voluto da Trump.
La legge, inoltre, prevede un forte aumento dei fondi per il controllo dell’immigrazione, stanziando 100 miliardi di dollari all’agenzia ‘Immigration and Customs Enforcement’ (ICE), la quale ha un ruolo di primaria importanza nella politica anti-immigrazione di Trump. Gli ulteriori fondi, validi fino al 2029, serviranno a quasi raddoppiare la capacità di detenzione dei migranti negli Stati Uniti e ad assumere più personale di controllo.
Si pensi che, prima del disegno di legge, il bilancio annuale dell’ICE era di circa 8 miliardi di dollari. Con le nuove risorse messe sul piatto dai repubblicani, l’ICE diventa la più grande agenzia federale di forze dell’ordine, secondo il Brennan Center for Justice, un’organizzazione no profit.
Un altro punto focale della legge è la diminuzione degli incentivi e delle agevolazioni nel settore dell’energia pulita, e infatti i titoli del settore sono sotto i riflettori a Wall Street.
L’amministratore delegato di Tesla, Elon Musk, ha commentato duramente l’approvazione del big beautiful bill. E, tra l’altro, ha appoggiato un post del senatore Rand Paul, il quale ha affermato che il bilancio della legge «fa esplodere il deficit» e continua un modello di «politica a breve termine rispetto alla sostenibilità a lungo termine».
Interessanti anche le parole di Ellen Hazen, chief market strategist di F.L. Putnam Investment Management: «Riteniamo che la legge accelererà la crescita degli utili societari, che in ultima istanza guiderà i valori azionari. Ma questo potrebbe portare a tassi del Tesoro più alti e più a lungo, rendendo molti investimenti a reddito fisso un po’ meno attraenti nel lungo periodo».
Dunque, il potenziale stimolo economico nell’immediato non è da escludere. Ma, dall’altro lato, alcuni investitori temono che l’eccesso di debito possa limitare tale stimolo economico. Ritornando a Ron Paul, resta da chiedersi se tra 10, 15 o 20 anni, in ogni caso, il conto lo pagheranno le generazioni future o meno.