Le carte della vita

«La vita talvolta offre un’opportunità, ma quando si è troppo vigliacchi o troppo indecisi per coglierla, essa si riprende le sue carte.»

Citazione tratta da La carta e il territorio, di Michel Houellebecq

 

«La vita talvolta offre un’opportunità», scrive Michel Houllebecq. E sono molte le opportunità che la vita offre a chi opera sui mercati, ma bisogna saperle cogliere, prima che essa si riprenda «le sue carte». Per non lasciarsi sfuggire le occasioni, è necessario analizzare i driver che guidano l’economia e i mercati, riuscendo a intuire i potenziali sviluppi futuri.

Oggi, sotto la lente d’ingrandimento degli investitori, ci sono le banche centrali. A partire dalla Federal Reserve. Questa settimana, dopo 15 mesi e dieci rialzi consecutivi del costo del denaro, la banca centrale americana ha lasciato invariati i tassi di interesse in una forbice compresa fra il 5% e il 5,25%. Certo, l’inflazione, seppur in rallentamento, è ancora elevata e ulteriori due ritocchi al rialzo potrebbero rendersi necessari entro la fine dell’anno, ma la Fed inizia ad apparire un po’ più colomba e un po’ meno falco.

In ogni caso, le eventuali strette dipenderanno dagli sviluppi economici e finanziari. La Federal Reserve ha infatti spiegato di essere pronta a rivedere la sua «politica monetaria come appropriato se dovessero emergere i rischi che potrebbero impedire il raggiungimento degli obiettivi», ovvero la stabilità dei prezzi e la massima occupazione. E ha descritto quale «prudente» la scelta di una pausa nei rialzi, basata sul buon senso ma pur sempre nell’ottica di portare l’inflazione al target del 2%, anche se non sarà raggiunto nel breve termine.

La banca centrale ha stimato per il 2023 una crescita dell’1% per gli Stati Uniti, con un tasso di disoccupazione al 4,1% e un’inflazione al 3,2% (3,9% l’indice core). I prezzi al consumo sono attesi oltre il l’obiettivo anche nel 2024 quando, pur calando, dovrebbero attestarsi al 2,5%.

Passando all’Asia, va sottolineato che la Cina sta andando controcorrente. Pechino, infatti, sta puntando su una strategia di allentamento. La People’s Bank of China (PBOC) nel corso della settimana ha tagliato, dal 2% all’1,9%, i suoi tassi sui prestiti a breve termine. Si tratta della prima sforbiciata degli ultimi 10 mesi da parte della banca centrale cinese.

La mossa ha l’obiettivo di ripristinare la fiducia del mercato e sostenere una ripresa post-pandemia in fase di stallo, con alcuni dati macroeconomici che hanno deluso le aspettative negli ultimi mesi. Dopo il taglio, lo yuan ha toccato il minimo di sei mesi a 7,1680 per dollaro. «La decisione di tagliare i tassi della banca centrale non è stata una sorpresa completa per il mercato», ha spiegato a Reuters Ken Cheung, chief Asian FX strategist della Mizuho Bank. Aggiungendo che «le banche commerciali hanno già abbassato i tassi sui depositi e anche il governatore della PBOC Yi Gang ha recentemente menzionato il rafforzamento dell’aggiustamento anticiclico».

Rimanendo in Asia, a stretto giro si attendono anche le nuove decisioni della Bank of Japan (BoJ), che finora ha mantenuto una politica monetaria espansiva. Nella riunione di aprile, infatti, il comitato aveva scelto di lasciare i tassi a breve in territorio negativo (-0,1%), proseguendo anche con la strategia sulla curva di controllo dei rendimenti (YCC) in vigore dal settembre 2016, quando la banca fissò un obiettivo dello 0% per i titoli governativi a 10 anni.

La banca centrale nipponica aveva tuttavia annunciato di voler condurre una revisione ad ampio spettro della sua politica, in un periodo compreso tra i dodici e i diciotto mesi. Pur non decretando un’inversione totale di rotta circa la politica monetaria accomodante, gli analisti ritengono che Kazuo Ueda, il governatore della Bank of Japan, ne limiterà la portata. Il numero uno della BoJ è stato nominato nei mesi scorsi, in sostituzione del predecessore Haruhiko Kuroda, proveniente da due mandati quinquennali.

I mercati stanno quindi imparando a conoscerlo, ma di sicuro sanno che non è uno sprovveduto. Il suo curriculum è di tutto rispetto: economista di lungo corso, ha studiato al Massachusetts Institute of Technology (Mit) di Boston, una delle più importanti università di ricerca del mondo. Inoltre, possiede un’esperienza solida quale membro attivo del think tank della BoJ. Monitorare le sue mosse sarà importante per riconoscere eventuali opportunità d’investimento, prima che la vita si riprenda le sue carte.