Future Mirror – LetinAR e la sfida per gli occhiali smart di nuova generazione

Gli occhiali smart basati sull’AI sono uno dei trend emergenti. E sia fornitori sia produttori di componenti si stanno preparando a una fase di espansione. Tra le aziende coinvolte c’è LetinAR, startup sudcoreana che ha trascorso l’ultimo decennio a sviluppare una tecnologia ad hoc. Non produce gli occhiali, bensì il componente che li fa funzionare: il modulo ottico, la minuscola lente che proietta le immagini nel campo visivo dell’utente.

La società, sostenuta tra l’altro da LG Electronics, ha recentemente raccolto 18,5 milioni di dollari da Korea Development Bank, dal braccio venture del gigante retail sudcoreano Lotte Group e da altri investitori. Un’operazione strategica per accelerare lo sviluppo aziendale e la produzione, lungo la via della prevista IPO in Corea del Sud nel 2027.

Guardiamo al mercato. Le spedizioni globali di occhiali AI sono balzate a 8,7 milioni di unità nel 2025, in crescita di oltre il 300% rispetto all’anno precedente, e secondo Omdia gli analisti stimano che quest’anno supereranno i 15 milioni di unità.

Stando alle analisi di Grand View Research, il valore del mercato globale degli occhiali intelligenti è arrivato a 2.463 milioni di dollari nel 2025 e si prevede che raggiungerà i 14.380 milioni di dollari entro il 2033, con un tasso di crescita annuale composto (CAGR) del 24,2% nel periodo 2026-2033. L’espansione sarà trainata dalla convergenza dei progressi tecnologici e dalla domanda in aumento dei consumatori di tecnologia indossabile.

Negli ultimi anni, le Big Tech hanno investito sempre più su questo settore. Meta vende occhiali Ray-Ban con AI integrata dal 2023, Google punta su Android XR e anche Apple mira a entrare nel mercato. Si possono fare tanti altri esempi, dalla Cina fino – appunto – alla Corea.

Il CEO di LetinAR, Jaehyeok Kim, e il CTO Jeonghun Ha, amici fin dal liceo, hanno fondato l’azienda nel 2016. La componente prodotta dalla startup è quella che determina se un paio di smart glasses sembra un casco fantascientifico o un oggetto realmente indossabile nella vita quotidiana, ha spiegato Ha a TechCrunch.

Il modulo ottico deve essere leggero, sottile ed efficiente dal punto di vista energetico, mantenendo al tempo stesso immagini nitide e luminose. Riuscire a combinare tutte queste caratteristiche in un singolo elemento, abbastanza piccolo da entrare in una normale montatura, rappresenta una vera e propria sfida ingegneristica.

Secondo Kim «il modulo ottico è la parte più difficile da perfezionare, perché i produttori avranno bisogno di lenti più sottili, leggere ed efficienti rispetto a quelle attualmente disponibili».

La tecnologia centrale della startup si chiama PinTILT, ideata con l’obiettivo di concentrare la luce solo dove serve, con elementi ottici minuscoli orientati per aumentare efficienza e nitidezza. È una questione cruciale, perché negli occhiali AI ogni grammo, ogni millimetro e ogni ora di batteria rappresentano dei chiari vincoli di progettazione. Non serve a molto aggiungere un assistente vocale a una montatura se poi non c’è un display adatto all’uso da parte dell’utente.

Molte delle attuali tecnologie per occhiali smart, in particolare il metodo dominante chiamato waveguide, diffondono la luce lungo tutta la lente per creare un’immagine ampia. Si ottiene una lente sottile, ma inefficiente: le immagini sono meno luminose e soprattutto c’è un rapido consumo della batteria, ha detto Ha.

I moduli di LetinAR, che risolvono tali criticità, sono già in fase di distribuzione e l’azienda è in trattativa con diverse Big Tech per attività di ricerca e sviluppo su smart glasses AI di nuova generazione, anche se i nomi non sono stati diffusi.

Gli occhiali smart basati sull’AI sono uno dei trend emergenti. E sia fornitori sia produttori di componenti si stanno preparando a una fase di espansione. Tra le aziende coinvolte c’è LetinAR, startup sudcoreana che ha trascorso l’ultimo decennio a sviluppare una tecnologia ad hoc. Non produce gli occhiali, bensì il componente che li fa funzionare: il modulo ottico, la minuscola lente che proietta le immagini nel campo visivo dell’utente.

La società, sostenuta tra l’altro da LG Electronics, ha recentemente raccolto 18,5 milioni di dollari da Korea Development Bank, dal braccio venture del gigante retail sudcoreano Lotte Group e da altri investitori. Un’operazione strategica per accelerare lo sviluppo aziendale e la produzione, lungo la via della prevista IPO in Corea del Sud nel 2027.

Guardiamo al mercato. Le spedizioni globali di occhiali AI sono balzate a 8,7 milioni di unità nel 2025, in crescita di oltre il 300% rispetto all’anno precedente, e secondo Omdia gli analisti stimano che quest’anno supereranno i 15 milioni di unità.

Stando alle analisi di Grand View Research, il valore del mercato globale degli occhiali intelligenti è arrivato a 2.463 milioni di dollari nel 2025 e si prevede che raggiungerà i 14.380 milioni di dollari entro il 2033, con un tasso di crescita annuale composto (CAGR) del 24,2% nel periodo 2026-2033. L’espansione sarà trainata dalla convergenza dei progressi tecnologici e dalla domanda in aumento dei consumatori di tecnologia indossabile.

Negli ultimi anni, le Big Tech hanno investito sempre più su questo settore. Meta vende occhiali Ray-Ban con AI integrata dal 2023, Google punta su Android XR e anche Apple mira a entrare nel mercato. Si possono fare tanti altri esempi, dalla Cina fino – appunto – alla Corea.

Il CEO di LetinAR, Jaehyeok Kim, e il CTO Jeonghun Ha, amici fin dal liceo, hanno fondato l’azienda nel 2016. La componente prodotta dalla startup è quella che determina se un paio di smart glasses sembra un casco fantascientifico o un oggetto realmente indossabile nella vita quotidiana, ha spiegato Ha a TechCrunch.

Il modulo ottico deve essere leggero, sottile ed efficiente dal punto di vista energetico, mantenendo al tempo stesso immagini nitide e luminose. Riuscire a combinare tutte queste caratteristiche in un singolo elemento, abbastanza piccolo da entrare in una normale montatura, rappresenta una vera e propria sfida ingegneristica.

Secondo Kim «il modulo ottico è la parte più difficile da perfezionare, perché i produttori avranno bisogno di lenti più sottili, leggere ed efficienti rispetto a quelle attualmente disponibili».

La tecnologia centrale della startup si chiama PinTILT, ideata con l’obiettivo di concentrare la luce solo dove serve, con elementi ottici minuscoli orientati per aumentare efficienza e nitidezza. È una questione cruciale, perché negli occhiali AI ogni grammo, ogni millimetro e ogni ora di batteria rappresentano dei chiari vincoli di progettazione. Non serve a molto aggiungere un assistente vocale a una montatura se poi non c’è un display adatto all’uso da parte dell’utente.

Molte delle attuali tecnologie per occhiali smart, in particolare il metodo dominante chiamato waveguide, diffondono la luce lungo tutta la lente per creare un’immagine ampia. Si ottiene una lente sottile, ma inefficiente: le immagini sono meno luminose e soprattutto c’è un rapido consumo della batteria, ha detto Ha.

I moduli di LetinAR, che risolvono tali criticità, sono già in fase di distribuzione e l’azienda è in trattativa con diverse Big Tech per attività di ricerca e sviluppo su smart glasses AI di nuova generazione, anche se i nomi non sono stati diffusi.

Uno dei clienti noti è Aegis Rider, società svizzera nata dal Computer Vision Lab del ETH Zurich. Aegis Rider sta sviluppando un casco AR alimentato dall’AI che mostra navigazione, velocità e avvisi di sicurezza direttamente nel campo visivo del motociclista. Tali elementi non saranno sospesi sulla visiera, ma, similmente a un film futuristico, saranno ancorati alla strada stessa, come se le informazioni fossero fisicamente presenti nel mondo reale davanti al guidatore.