Future Mirror – La robotica che sfida zone nucleari e ambienti estremi

Il mercato globale della robotica, con un fatturato di circa 42,2 miliardi di euro nel 2022, potrebbe raggiungere i 95,5 miliardi entro il 2028. È quanto riportato in un comunicato di Deep Blue Ventures, fondo di Venture Capital specializzato nel Deep Tech, in cui viene specificato che il tasso di crescita CAGR avrà un picco del 38,8% tra il 2022 e il 2025, per poi proseguire del 5,8% tra il 2026 e il 2028.

A valle di questo scenario si inquadra una recente operazione del fondo gestito da Deep Ocean Capital SGR. Ovvero l’investimento in Fluid Wire Robotics, una startup innovativa impegnata nello sviluppo di bracci robotici avanzati per ambienti estremi, dalle zone nucleari radioattive alle atmosfere esplosive, fino agli spazi subacquei e al vuoto spaziale.

La seconda fase, conclusa il mese scorso, rientra all’interno di round di finanziamento complessivo da 1,2 milioni di euro, guidato dal lead investor RoboIT e dal Polo Nazionale di Trasferimento Tecnologico per la Robotica e l’Automazione Industriale, nato su iniziativa di CDP Venture Capital. 

«Fluid Wire Robotics rappresenta una risposta concreta alle sfide più complesse della robotica avanzata, con una tecnologia unica che combina affidabilità, modularità e sicurezza in ambienti estremi, in grado di abilitare soluzioni sostenibili e altamente performanti in contesti critici», ha sottolineato Paolo Cellini, Member of Board di Deep Ocean Capital SGR.

Con i fondi raccolti, la startup potrà quindi accelerare il proprio sviluppo, validando le sue tecnologie in contesti reali, perfezionando le sue soluzioni robotiche ed espandendo la propria presenza nei mercati chiave. Fluid Wire Robotics, inoltre, rappresenta un esempio di trasferimento tecnologico tra mondo accademico e industria, essendo nata come spin-off della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. Una dinamica che ha permesso alla stratup di sfruttare una innovativa tecnologia di trasmissione proprietaria, chiamata “Fluid Wire”.

Adattare i robot tradizionali ad ambienti estremi comporta elevate complessità progettuali. E i soldi da investire sono tanti, poiché è generalmente necessario sviluppare soluzioni ad-hoc per ogni contesto. Per affrontare queste sfide, Fluid Wire Robotics ha progettato un braccio manipolatore modulare ed elettrico, capace di operare in molteplici condizioni estreme.

La sua tecnologia proprietaria mira infatti a ridefinire gli standard di affidabilità, eliminando i rischi legati alla presenza di componenti sensibili all’interno del braccio robotico, come motori e sensori. Questi elementi, tradizionalmente incompatibili con gli ambienti ostili, sono posizionati in un’unità esterna e dunque protetti da condizioni ambientali aggressive. Di fondamentale importanza è il design del braccio robotico, che permette di ottenere una struttura “vuota”, ovvero priva di componenti soggette a surriscaldamento o radiazioni, scongiurando quindi potenziali esplosioni.

Ed è grazie a questi risultati e know-how che Fluid Wire Robotics è riuscita a convincere Deep Blue Ventures. L’amministratore delegato e co-founder della startup, Marco Bolignari, ha detto che «il nostro obiettivo di raccolta è così stato raggiunto con successo e siamo felici che si sia ulteriormente ampliato il gruppo di investitori che ha creduto in Fluid Wire Robotics. Il nostro percorso d’innovazione trova quindi ulteriore spinta in questa seconda fase d’investimento, portandoci ad attuare un piano di sviluppo tecnologico ancora più ambizioso ed esteso».

Facendo un focus su Deep Ocean Capital, questo player è nato per sostenere startup, spin-off e più in generale le iniziative di innovazione nell’ambito aerospaziale, nei settori della sanità e della sostenibilità, senza tralasciare naturalmente il trend sulla bocca di tutti: l’intelligenza artificiale.

Il fondo di Venture Capital della SGR ha debuttato a maggio 2023 con una dotazione da 40,8 milioni di euro: al primo closing ha partecipato anche il Fondo europeo per gli investimenti. Tra i partner, infine, si possono citare nomi del calibro di Leonardo ed ESA (European Space Agency). Per Deep Blue Ventures, Fluid Wire Robotics rappresenta il sesto investimento dal suo debutto.