Don Chisciotte della Mancia

 “Le tristezze non furono fatte per le bestie, bensì per gli uomini; ma se gli uomini ne soffrono troppo, diventano bestie.”

“Questa che chiamiamo fortuna, è una donna ubriaca e capricciosa, ma soprattutto cieca, e così non vede ciò che fa, né sa chi getta nella polvere né chi invece si porta sugli altari.”

“Ritirarsi non è scappare, e restare non è un’azione saggia, quando c’è più ragione di temere che di sperare. Non c’è saggezza nell’attesa quando il pericolo è più grande della speranza ed è compito del saggio conservare le proprie forze per il domani e non rischiare tutto in un giorno.”

“Si fece notte del tutto, ma la luna mandava così gran luce, da poter quasi gareggiare coll’astro che gliela prestava.”

“La bravura quando non si fonda sulla base della prudenza, si chiama temerarietà, e le prodezze del temerario più si attribuiscono alla buona fortuna che al suo coraggio.”

 

Tratto da «Don Chisciotte della Mancia», di Miguel de Cervantes.

 

I cavalieri bianchi mandano in alto i falchi e si preparano a tornare in campo. Esther George, presidentessa della Fed di Kansas City, tradizionalmente “un ultra-falco” ha dichiarato che, a suo avviso, la banca centrale USA dovrebbe “sospendere” gli aumenti dei tassi fino a quando non valuterà le ricadute sull’economia, aggiungendo che non è chiaro quanto la riduzione di bilancio stia togliendo in termini di accomodamento monetario.

Dello stesso avviso è stato un altro membro della Fed, Robert Steven Kaplan, secondo cui la pausa potrebbe richiedere mesi non settimane.

Dall’altra parte dell’Oceano, Mario Draghi al suo intervento al parlamento europeo, è stato il più diretto possibile dichiarando “non possiamo dormire sugli allori, stimoli significativi sono necessari”. Draghi ha dichiarato che i dati macro stanno mostrando che l’economia della zona euro sta perdendo spinta.  Il riferimento potrebbe essere ad una nuova operazione di TLTRO (rifinanziamento agevolato per le banche della zona euro) che il mercato ormai si aspetta per il 7 maggio. Dopo Usa ed Europa anche la Cina si muove. La PBoC, la Banca del popolo cinese (la banca centrale) è passata subito ai fatti con un’iniezione record di liquidità di 560 miliardi di yuan (pari a circa 83 miliardi di dollari) per soddisfare la domanda stagionale di contante per il pagamento delle tasse e in vista delle festività.

I cavalieri bianchi, le banche centrali, sono pronti a scendere il campo per giocare il secondo tempo.  Gli stimoli fiscali sono già un ricordo. Donald Trump alle prese con lo shutdown ha rimediato alla mancanza di personale, servendo, agli atleti della squadra di football Clemson Tigers, vincitrice del campionato nazionale NCAA, un buffet a base di hamburger e patatine pagato di tasca propria.

Tra gli economisti qualcuno crede che quest’anno la Fed potrebbe addirittura optare per non alzare i tassi. Passando dalle tre volte a zero. Anche in Europa gli stimoli fiscali sembrano impantanati nella politica, più finalizzati a raccogliere il consenso in vista delle elezioni che non a tradursi in spinte efficaci per l’economia.

Il Pil mondiale sta conoscendo una delle fasi di crescita più lunghe della storia, i dati macro iniziano a segnare un rallentamento della forte crescita. Tutte le case di investimento stanno rivendendo al ribasso le stime. Ma questo non si traduce in recessione e nemmeno in crollo dei mercati. Gestire un portafoglio significa gestire questi momenti che sono i più naturali che l’economia possa esprimere. Non esistono crescite a tassi fissi e stabili. Lo insegna la storia ed è anche facilmente intuibile. Pensare che il rallentamento economico debba per forza essere un nemico è come vedere Don Chisciotte della Mancia combattere contro i mulini a vento.

Al contrario è il momento di sfruttare la forza del vento non di giocare contro. Le Faang sono state eccessivamente penalizzate a fine 2018. Netflix l’anno scorso ha guadagnato il 40%, da inizio anno sale di un altro 30%. Facebook e Amazon sono rimbalzate a gennaio del 12%, Google è in rialzo del 4,5%. Solo Apple è sempre lì. Bene le Borse, sempre da inizio anno l’S&P500 guadagna i 5%, l’Eurostoxx 50 il 2,5%.

Le tristezze non furono fatte per le bestie, bensì per gli uomini; ma se gli uomini ne soffrono troppo, diventano bestie. Non dobbiamo soffrire troppo se si sparla di rallentamento economico, al contrario dobbiamo solo riposizionarci. A metà anno, abbiamo sfruttato il rialzo dei tassi Usa, rimettendo in portafoglio un po’ di Treasury con il rendimento che era schizzato ben sopra il 3%. I bond offrono qualcosa di più di ieri. Nell’azionario, il mercato ha fatto pulizia. Certo, forse troppo in fretta, con delle esagerazioni ma proprio per questo si sono generate delle occasioni. Le banche centrali sembrano decise a fare la loro parte, non lasceranno il mercato senza liquidità. Il pericolo può arrivare solo dalla politica ma anche in questo caso la storia insegna. Il voto inglese non ha nemmeno sfiorato i mercati mentre gli investitori si stanno focalizzando su singole storie di crescita. Quelle che non temono un rallentamento perché stanno cavalcando la continua trasformazione economica.

Si fece notte del tutto, ma la luna mandava così gran luce, da poter quasi gareggiare coll’astro che gliela prestava.