Future Mirror – Mazama e la geotermia per rispondere alla fame di energia
- 15 Ottobre 2026
- Posted by: VectorWM
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Un round da 135 milioni di dollari che ha registrato una domanda superiore all’offerta. La protagonista di questo finanziamento, chiuso di recente, è una startup geotermica del Texas: Mazama Energy.
I nuovi finanziamenti serviranno soprattutto per un obiettivo: la società punta a sviluppare pozzi orizzontali in rocce ad altissima temperatura, in grado di generare 15 megawatt di elettricità per pozzo.
Mazama prevede di iniziare a produrre elettricità nel corso del prossimo anno e, secondo quanto dichiarato dalla startup, per il suo primo sito in Oregon si stima una capacità potenziale di 10 gigawatt di elettricità. Parliamo dunque di una revisione al rialzo significativa (il doppio) rispetto alle attese annunciate dalla società lo scorso anno; difatti, l’investitore Vinod Khosla aveva affermato che il sito aveva il potenziale per produrre 5 gigawatt.
La fame di energia è uno dei temi del momento. Siamo nel pieno della corsa forsennata a fornire elettricità ai data center per l’intelligenza artificiale e ad altri grandi soggetti energivori. E le startup che sviluppano sistemi di geotermia avanzata si stanno affermando come una possibile sorpresa di questa tendenza. Mentre diverse aziende tecnologiche e gli sviluppatori di data center stanno puntando sempre più sul gas naturale, le startup geotermiche stanno facendo rapidi progressi sul fronte tecnologico.
L’obiettivo è superare i limiti del passato per affermarsi come player in grado di intercettare le esigenze dei grandi energivori. A differenza dei precedenti progetti geotermici, le startup del settore più avanzate puntano a raggiungere rocce più profonde e più calde. Mazama, per esempio, ha perforato oltre i 10.000 piedi (circa 3.050 metri) in 15 giorni, nel percorso verso una profondità di circa 15.000 piedi (4.570 metri).
I risvolti di questo sviluppo non sono da trascurare. Difatti, a queste profondità, la società può raggiungere temperature di 750 °F (400 °C) che, a pressioni elevate, trasformano l’acqua in un fluido “supercritico”, cioè in uno stato intermedio in cui non è né completamente liquido né completamente gassoso. Si tratta dunque di una condizione che gli consente di assorbire molta più energia rispetto al normale vapore. Secondo Mazama, è la condizione idonea che permetterà a ciascun pozzo di produrre fino a 10 volte più energia rispetto alle tecnologie geotermiche tradizionali.
Tenendo conto delle profondità a cui punta Mazama, il potenziale risultato è significativo. L’Università di Twente e la Clean Air Task Force ritengono che basterebbe sfruttare appena l’1% delle rocce ad altissima temperatura presenti nel mondo per arrivare a una produzione di oltre 63 terawatt di elettricità.
Sebbene i lavori nel sito dell’Oregon siano ancora nelle fasi iniziali, la startup texana ha già acquisito i terreni per un secondo progetto. L’obiettivo di Mazama è fare in modo che il primo sito arrivi a generare 200 megawatt di elettricità entro il 2030.
I 135 milioni raccolti con il round sono parte fondamentale del percorso verso tale target. La raccolta è stata guidata da Centaurus Capital e Doerr Capital, con la partecipazione di ConocoPhillips e Shell Ventures. Gli investitori già presenti, tra cui Khosla Ventures e Gates Frontier, hanno dato un ulteriore contributo. Tra i nuovi investitori, invece, c’è la Marieke Rothschild Foundation.
Mazama, tra l’altro, è stata incubata da Khosla Ventures. Ovvero un venture capital californiano con una visione particolare: «Ci piacciono soprattutto le grandi sfide che si prestano a soluzioni tecnologiche. Cerchiamo vantaggi competitivi: progressi tecnologici esclusivi e protetti, innovazioni nei modelli di business, approcci unici ai mercati, partnership originali e team appassionati», si legge sul sito. Aggiungendo: «Investiamo nel deep tech e puntiamo su settori in cui possiamo essere tra i primi, audaci e incisivi».
Secondo uno studio di Marketsandmarkets, si prevede che il mercato globale dell’energia geotermica crescerà da 9,81 miliardi di dollari nel 2024 a 13,56 miliardi di dollari entro il 2030, con un tasso di crescita annuale composto (CAGR) del 5,3%.

