Jerry Maguire
- 24 Settembre 2026
- Posted by: VectorWM
- Categoria: Non categorizzato
«Voglio assicurarmi che tu sia pronto, fratello. Ecco qua: mostrami i soldi!»
Citazione tratta da Jerry Maguire, film del 1996 diretto da Cameron Crowe
Poche e semplici parole, ma molto concrete: «Mostrami i soldi!». La richiesta di Rod Tidwell, interpretato da Cuba Gooding Jr., è anche la richiesta che prima o poi gli investitori chiedono alle società: far vedere i risultati. È un tema che possiamo legare alle spese elevate delle big tech per sviluppare l’intelligenza artificiale. Di fronte alle centinaia di miliardi di dollari investiti, ci si chiede se il gioco vale la candela. Arriverà il momento in cui verrà chiesto alle big tech: «Mostrate i soldi» generati nel business dell’AI.
Questa settimana, ad alimentare la fiducia verso il ritorno economico del settore è stato Muse, il nuovo agente AI di Meta. In pratica, tale tecnologia è in grado di eseguire attività e flussi di lavoro al posto dell’utente, incluse funzionalità di navigazione web e di gestione delle e-mail.
Nel caso degli acquisti online, per esempio, il vantaggio è accompagnare la ricerca fino alla conferma di pagamento. In sostanza, l’agente confronta alcuni prodotti dopo la richiesta dell’utente, sceglie quello più adatto e prepara il carrello prima del click finale.
«Meta ha tra le mani un prodotto di successo con Muse», hanno scritto questa settimana gli analisti di Evercore ISI in una nota. «Si tratta di un segnale molto concreto di una riuscita innovazione di prodotto» ed è una prova del fatto che i 200 miliardi di dollari di investimenti di Meta nell’AI «non sono stati vani», hanno aggiunto gli esperti del team capitanato da Mark Mahaney.
Difatti, da lunedì, la nuova tecnologia di Mark Zuckerberg si è classificata come l’app gratuita numero 1 negli store statunitensi Apple iOS e Google Play. Nei soli sei giorni successivi alla sua presentazione, avvenuta l’8 settembre, l’assistente è stato scaricato più di 900.000 volte secondo Abe Yousef, senior analyst di Sensor Tower.
Muse è disponibile anche all’interno di WhatsApp, di proprietà di Meta, il che indica che potrebbe avere un numero di utenti ancora maggiore rispetto a quello suggerito dai soli download dell’app standalone.
Evercore ISI è dunque fiduciosa: le tendenze relative agli utenti suggeriscono «un possibile nuovo e molto significativo motore di utilizzo e coinvolgimento per Meta» e potrebbero portare a «sostanziali nuove opportunità di monetizzazione per Meta sotto forma di pubblicità, abbonamenti e partecipazione ai ricavi derivanti dalle transazioni», hanno affermato i ricercatori di Evercore. A livello di prezzi, la tecnologia è gratuita entro determinati limiti, altrimenti si può selezionare un abbonamento da 20 o 100 dollari al mese.
Martedì, BofA Securities ha mantenuto il rating Buy e il target di prezzo a 810 dollari su Meta, citando appunto la positiva accoglienza iniziale dell’app Muse. Tuttavia, ha sottolineato che la privacy e la fiducia rimangono considerazioni fondamentali per una più ampia adozione. Su questo tema, TechRadar ha descritto l’agente AI come molto utile, ma ha segnalato il disagio degli utenti nel concedere un ampio accesso alle informazioni personali.
Pur restando al di sotto dell’obiettivo di BofA, le azioni di Meta sono scattate dell’11% lunedì, arrivando a 741,2 dollari e segnando un balzo notevole dopo una sostanziale staticità dall’inizio dell’anno.
Sempre lunedì, al diffondersi delle sensazioni positive attorno a Muse, i titoli globali legati all’intelligenza artificiale hanno brindato, con rialzi generalizzati. Come anticipato, Meta ha riacceso la fiducia sui risultati degli investimenti in AI e, di conseguenza, sulla domanda di chip. Tra i fornitori di Meta sul fronte dei microprocessori c’è Advanced Micro Devices, che è scattata di quasi il 10% nella prima seduta della settimana, portando il suo valore di mercato oltre 1.000 miliardi di dollari.
Va tuttavia ricordato che il sentiment giornaliero riguardo alla filiera AI resta tendenzialmente volatile, benché la visione di medio-lungo termine rimanga rialzista.
Per quanto riguarda Meta, sarà interessante monitorare gli sviluppi del suo agente, anche a valle delle difficoltà iniziali. Difatti, se da un lato Shopify si è accordata con il gruppo di Zuckerberg, dall’altro lato Amazon ha impedito a Muse di effettuare acquisti sul suo e-commerce, appellandosi a una violazione dei termini di utilizzo e motivi di sicurezza.

