Tra sfide e opportunità
- 7 Maggio 2026
- Posted by: VectorWM
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«Non volevo dimostrare niente a nessuno, la sfida era solo con me stesso, ma se il mio esempio è servito a dare fiducia a qualcun altro, allora tanto meglio.»
Citazione tratta dal libro Volevo solo pedalare… ma sono inciampato in una seconda vita, di Alex Zanardi e Gianluca Gasparini
La storia di Alex Zanardi è una storia di umanità e resilienza, che insegna a trovare opportunità anche nelle difficoltà. Tra libri e interviste, sono tante le citazioni di positività che ci ha lasciato l’ex pilota e paraciclista. Una di queste ci ricorda l’importanza di concentraci su noi stessi quando affrontiamo le diverse fasi della vita: «La sfida era solo con me stesso». Se poi ne derivano spontaneamente degli effetti positivi, dando «fiducia a qualcun altro, allora tanto meglio».
Ed è un paradigma che possiamo calare anche nel contesto dell’imprenditoria, con le aziende che devono sfidare sé stesse per migliorare. Ne è un esempio la stagione delle trimestrali, quando, tra le varie considerazioni, si confrontano anche i propri risultati recenti con quelli dell’anno precedente.
Da questo punto di vista, la sfida delle aziende, negli States, sta andando bene. Ad oggi, Wall Street indica negli utili societari – in particolare all’interno del tema dell’intelligenza artificiale – uno dei principali motori a sostegno del mercato.
«È un boom», secondo quanto dichiarato recentemente da Andrew Graham di Jackson Square Capital. «È davvero difficile che il mercato scenda quando si ha una crescita degli utili a doppia cifra», facendo riferimento a un balzo atteso degli utili del 15,1% nel primo trimestre. Facendo un bilancio parziale, a fine aprile, l’84% delle società che hanno pubblicato i risultati ha registrato una sorpresa positiva sugli utili, secondo i dati di FactSet.
Altro tema di rilievo: l’aumento delle spese in conto capitale sull’IA da parte di colossi come Microsoft, Amazon, Meta Platforms e Alphabet sta contribuendo a sostenere praticamente ogni segmento legato all’intelligenza artificiale. Si pensi che persino il produttore di macchinari Caterpillar viaggia sui massimi storici grazie all’impennata delle vendite dei suoi motori per l’energia e delle turbine industriali destinate ai data center, infrastrutture di primaria importanza per l’AI.
Tutta questa spesa si sta riflettendo anche nei dati economici. Gli investimenti delle imprese nel primo trimestre sono stati il principale motore del PIL reale, superando anche l’effetto della spesa dei consumatori – il tradizionale motore dell’economia – secondo i dati dello US Bureau of Economic Analysis.
«Penso che saremmo probabilmente già in recessione se non fosse per il boom degli investimenti trainato dall’IA», ha dichiarato venerdì scorso a Yahoo Finance il capo economista di Moody’s Analytics, Mark Zandi.
Tuttavia, bisogna sempre procedere con cautela: le reazioni di Borsa tra i big del settore tecnologico possono essere contrastanti, come abbiamo visto, poiché oltre a valutare i risultati solidi si guarda anche ai costi in aumento e al potenziale ritorno economico futuro, in particolare nel caso di Meta. Il gigante dei social media, insieme a Microsoft e Apple, ha segnalato costi in aumento per i chip di memoria, necessari per tutto, dai data center ai laptop.
Sempre Yahoo Finance ha riportato un’interessante dichiarazione di Tom Essaye, fondatore di Sevens Report Research: «La memoria di cui tutti hanno bisogno nel settore tecnologico sta ora registrando un’impennata dei prezzi. Per quanto tempo le aziende potranno negoziare queste condizioni?».
Le prospettive generali di Borsa sono comunque positive. Il 20 aprile, gli analisti di JPMorgan Chase & Co. hanno alzato il proprio obiettivo di fine anno sull’S&P 500 a 7.600 punti, invertendo il ribasso a 7.200 pubblicato il mese precedente. Una decisione presa proprio per la nuova ondata di entusiasmo intorno all’intelligenza artificiale.
Tuttavia, gli strategist generalmente suggeriscono di diversificare oltre i nomi tecnologici megacap. Per esempio per riequilibrare i portafogli, riducendo l’esposizione concentrata e ampliandola verso una platea più vasta di beneficiari dell’IA, dai semiconduttori ai produttori di apparecchiature per chip, fino alle infrastrutture.
Un capitolo a parte va fatto per il comparto software: l’intelligenza artificiale è una potenziale minaccia per alcuni modelli di business e questo settore dovrà evolversi, facendo quello che Zanardi ha dimostrato con le sue azioni: trasformare le difficoltà in opportunità, sfidando sé stessi. Allora, anche quelle imprese che oggi faticano potrebbero diventare nuovi casi di successo.

