Più uniti, più forti
- 25 Febbraio 2026
- Posted by: VectorWM
- Categoria: Non categorizzato
«Siamo forti solo quanto siamo uniti, deboli quanto siamo divisi»
Citazione tratta da Harry Potter e il calice di fuoco, di J. K. Rowling
Nella saga di Harry Potter c’è una frase che può descrivere bene il senso delle M&A: «Siamo forti solo quanto siamo uniti, deboli quanto siamo divisi».
Il bisogno di trovare nuove vie di espansione, i rischi geopolitici, la frammentazione economica e una crescita globale disomogenea hanno spinto (e continuano a spingere) i consigli di amministrazione a ripensare dove operare e quali rischi assumersi, cercando le migliori opportunità in termini di fusioni e acquisizioni.
Veniamo ai numeri: nel 2025, il valore complessivo delle operazioni è balzato di quasi il 40% a un livello record di 4.900 miliardi di dollari, secondo la società di analisi PitchBook, superando il precedente massimo di 4.860 miliardi di dollari registrato nel 2021.
Tutto ciò nonostante un avvio al rilento, quando i dazi generalizzati voluti da Donald Trump avevano scoraggiato temporaneamente M&A e quotazioni. L’attività ha poi accelerato mentre le banche centrali tagliavano i tassi di interesse e le valutazioni miglioravano.
Come riportato da CNBC, i mercati scommettono che l’impennata continuerà, con Wall Street che ritrova l’appetito per le grandi operazioni grazie alla prospettiva di costi di finanziamento più bassi.
Si pensi che, secondo un sondaggio di Bain & Company su 300 dirigenti specializzati in fusioni e acquisizioni, l’80% degli intervistati prevede di mantenere o aumentare l’attività quest’anno, citando migliori condizioni macroeconomiche e un crescente stock di asset di private equity e venture capital in attesa di dismissione. Particolare attenzione sarà data ai mega-deal, che lo scorso anno sono stati il traino delle attività: le operazioni superiori a 5 miliardi di dollari hanno rappresentato oltre il 73% dell’aumento del valore, secondo Bain.
Tornando alle prospettive 2026, Goldman Sachs, sulla base di un proprio sondaggio condotto su 600 clienti corporate e investitori finanziari, ha rilevato che il 57% ritiene che la dimensione e la crescita strategica saranno il principale motore delle decisioni di acquisizione.
«I leader di tutti i settori riconoscono che molti modelli di business tradizionali hanno raggiunto i limiti dei loro storici motori di crescita», ha sottolineato Suzanne Kumar, vicepresidente esecutivo della practice globale M&A e dismissioni di Bain. Pertanto, «le aziende devono reinventarsi per anticipare le forze della disruption tecnologica, di un’economia post-globalizzazione e di bacini di profitto che si stanno spostando rapidamente».
La voglia di acquisizioni, tuttavia, viaggia parallela a un approccio cauto. L’indice di sentiment M&A elaborato da Boston Consulting Group è risalito a 75 dal minimo di fine 2022, ma resta distante dalla media storica di 100. In sostanza, sta aumentando la selettività e prima di finalizzare un’operazione si fanno rigorosi controlli.
«I manager devono mettere alla prova le strategie di M&A e verificare se ogni singola operazione rafforzi davvero la posizione competitiva», ha sottolineato Kumar.
Questa dinamica si accompagna al tema dell’allocazione delle risorse disponibili. Secondo Bain, nel 2025 la quota di capitale dedicata alle acquisizioni ha toccato un minimo trentennale: le imprese hanno privilegiato dividendi, riacquisti di azioni proprie, investimenti industriali e ricerca e sviluppo. Un tema che si ripropone anche nel 2026.
A questo punto, è utile fare un focus sul comparto AI. Difatti, la forte spesa in conto capitale per l’intelligenza artificiale potrebbe frenare l’attività di M&A, almeno inizialmente. «Gli investimenti nell’AI si stanno dirigendo verso data center, energia e altre infrastrutture, oltre che verso lo sviluppo e la personalizzazione tecnologica», ha affermato Brian Levy, responsabile globale dei settori deals di PwC. Dunque, «nel breve termine, la portata di questo investimento da migliaia di miliardi di dollari potrebbe deviare capitali e moderare l’attività di M&A».
Altri aspetti critici possono essere l’attenzione delle autorità antitrust e l’evoluzione delle normative in ambiti come protezione dei dati e cybersicurezza, nonché restrizioni su investimenti esteri e temi di sicurezza nazionale, che rendono i processi di approvazione più complessi e talvolta più lunghi.
La cosa su cui non c’è dubbio (di questi tempi) è il principio che più uniti si è più forti, a patto di selezionare bene la controparte che viene acquisita.

