Swiss Mirror – Svizzera, hub globale per l’AI responsabile

Le prime settimane del 2026, se mai ve ne fosse stato bisogno, lo hanno riconfermato: anche quest’anno l’intelligenza artificiale sarà tra i temi più importanti per l’andamento di mercati ed economia. E la Svizzera è pronta a fare la sua parte. Non solo con competenze e tecnologie, ma anche con riflessioni su etica e responsabilità, che troveranno il massimo apice nello “Zurich AI Festival”.

L’evento è già in cantiere – tornerà dal 28 settembre al 3 ottobre – e ha un’ambizione elevata: rendere sempre più Zurigo (e tutta la Confederazione) un hub strategico globale per l’intelligenza artificiale.

Il festival metterà sotto lo stesso tetto aziende, startup, università, centri di ricerca, politica e pubblico. Indagando i percorsi che l’intelligenza artificiale sta seguendo, valutandone limiti e potenzialità. Si tratta di una tecnologia che sta crescendo a velocità record, con applicazioni sempre più impattanti in diversi settori, per questo è fondamentale interrogarsi su uno sviluppo e utilizzo responsabile.

Dopo l’edizione 2025, che ha contribuito a rinsaldare la collaborazione tra mondo scientifico e industriale elvetici, il festival di quest’anno punta a spingere anche sul tasto dell’internazionalità, continuando a favorire le connessioni all’interno della Confederazione, ma anche che le relazioni al di là dei confini.

Gli organizzatori possono fare leva sull’eredità della scorsa edizione, in cui è stata apprezzata l’impostazione a dibattito aperto con tanto di momenti di confronto con il pubblico. I numeri sono evidenti: oltre 6.500 partecipanti, più di 300 speaker e un pubblico internazionale pari al 48%. I protagonisti dell’organizzazione sono stati l’ETH AI Center (un centro di ricerca interdisciplinare sull’intelligenza artificiale all’interno del Politecnico ETH di Zurigo) e la Greater Zurich Area (un’organizzazione senza scopo di lucro che promuove il territorio come centro globale per business, tecnologia e innovazione). Con anche la collaborazione del Cantone di Zurigo e di Zurich Tourism.

Lo scorso programma si è articolato in 26 appuntamenti e una rete capillare fatta di 17 sedi differenti. Questo per promuovere un’esperienza diffusa su tutto il tessuto cittadino, in linea con un approccio aperto e collaborativo anziché accentrato e ristretto. Di particolare rilievo, è stata la partecipazione di Google, che ha ribadito il legame consolidato con Zurigo, dove il colosso è presente da oltre vent’anni e impiega migliaia di persone, rappresentando un pezzo importante dell’ecosistema tecnologico locale.

Tra i vari meeting del programma, vi sono stati degli zoom sul mondo della robotica e dell’imprenditoria tecnologica, senza scordare l’intreccio tra AI e innovazione sanitaria con incontri presso l’University Hospital Zurich. Altri esempi? Summit dedicati alla responsabilità e alla governance, nonché sessioni con focus sul rapporto tra tecnologia e arte.

In attesa dei dettagli sull’edizione 2026, la direzione è già chiara: oltre alle dinamiche precedentemente citate, sarà preservato un principio base: non sarà un appuntamento riservato agli addetti ai lavori. Gli ideatori del festival, infatti, mirano a rendere l’intelligenza artificiale più accessibile, aprendo spazi di partecipazione e confronto pubblico, favorendo la consapevolezza e le discussioni per plasmare un futuro in cui la tecnologia sia al servizio dell’uomo e non viceversa.

Probabilmente, il festival sarà l’occasione anche per approfondire i temi sollevati da Thilo Stadelmann, professore di intelligenza artificiale e machine learning presso la Zurich University of Applied Sciences, in un’intervista a Swissinfo. L’esperto ha ricordato che la novità di AI generativa più importante per la Svizzera, nel 2025, è stata Apertus, il primo grande modello linguistico pubblico del Paese, multilingue e completamente open source. Quest’anno, invece, il focus sarà sullo sviluppo di modelli specializzati, costruiti partendo da Apertus, in particolare nel settore medico. Altro tema fondamentale, in un mondo sempre più complicato: trovare linee guida per ridurre la dipendenza da singoli fornitori esteri (spesso statunitensi) e impegnarsi a rafforzare il controllo interno sulle infrastrutture digitali e sui dati. Valorizzando il Made in Switzerland.