Swiss Mirror – Novartis punta forte sull’M&A

Il comparto farmaceutico svizzero continua a mettersi in luce sul palcoscenico globale. Nel mese appena concluso, difatti, la compagnia elvetica Novartis ha annunciato di aver raggiunto un accordo per acquisire la società biotecnologica statunitense Avidity Biosciences, con l’obiettivo di rafforzare il proprio portafoglio di trattamenti per malattie muscolari rare.

Le cifre dell’affare sono importanti: parliamo di circa 12 miliardi di dollari in contanti. In base ai termini dell’accordo, gli azionisti di Avidity riceveranno 72 dollari per azione in contanti, con un premio del 46% rispetto al prezzo della chiusura precedente all’annuncio.

Nel corso del 2025, Novartis è stata molto attiva sul fronte delle acquisizioni, utilizzate come contromisura all’imminente “patent cliff” (scadenza dei brevetti) di alcuni dei suoi farmaci di punta, tra cui Entresto (per l’insufficienza cardiaca), Xolair (per l’asma) e Cosentyx (per le malattie autoimmuni).

Veniamo alle prossime tappe: prima del closing, Avidity scorporerà i programmi di cardiologia di precisione in una nuova entità denominata “SpinCo”. E Novartis, entrando più nel dettaglio, proverà a potenziare la propria divisione di neuroscienze e ad ampliare la strategia xRNA, integrando la piattaforma proprietaria “Antibody Oligonucleotide Conjugates” sviluppata dall’azienda americana, dedicata alle terapie per i tessuti muscolari.

Tra i programmi più avanzati di Avidity ci sono candidati terapeutici per la distrofia miotonica di tipo 1, la distrofia muscolare facioscapoloomerale e la distrofia muscolare di Duchenne. Si tratta di malattie rare per le quali oggi non esistono terapie in grado di modificare il decorso della patologia.

«La piattaforma AOC pionieristica di Avidity per le terapie a base di RNA e le sue risorse in fase avanzata rafforzano il nostro impegno a fornire farmaci innovativi, mirati e potenzialmente all’avanguardia per il trattamento di malattie neuromuscolari devastanti e progressive», ha affermato Vas Narasimhan, Ceo di Novartis. «Il team di Avidity ha sviluppato programmi solidi con una somministrazione leader nel settore di terapie a base di RNA al tessuto muscolare. Non vediamo l’ora di sviluppare questi programmi per cambiare in modo significativo il decorso delle malattie per i pazienti».

L’acquisizione, da un punto di vista economico, aumenterà prevedibilmente il tasso di crescita CAGR delle vendite previsto per il periodo 2024-2029 per Novartis, dal +5% al +6%, «rappresentando un’opportunità significativa per offrire nel tempo rendimenti sostanziali agli azionisti», come si legge nel comunicato stampa del gruppo.

Altro tema di primaria importanza: l’accordo consente alla società elvetica di rafforzare la propria posizione sul mercato statunitense, in un momento in cui i rapporti commerciali con gli USA sono particolarmente tesi a causa delle politiche protezionistiche dell’amministrazione guidata da Donald Trump, che minaccia crescenti gabelle sulle importazioni farmaceutiche.

Ad agosto, tra l’altro, gli Stati Uniti hanno imposto tariffe del 39% sulla Svizzera, provocando una compressione delle esportazioni elvetiche verso gli States; tuttavia, le aziende farmaceutiche sono state escluse dai dazi iniziali, ma questa rischia di essere una deroga temporanea e Trump potrebbe cambiare idea da un momento all’altro.

In risposta alle decisioni e minacce tariffarie degli Usa, gruppi come Roche e Sanofi hanno annunciato investimenti per diversi miliardi di dollari in America, e la mossa di Novartis si inquadra in tale contesto.

Secondo gli analisti, l’acquisizione di Avidity Biosciences è in linea con la strategia seguita dal 2024, quando il gruppo elvetico aveva rilevato Kate Therapeutics, specializzata in terapie geniche per malattie neuromuscolari simili.

L’accordo va inoltre ad aggiungersi alle precedenti operazioni di Novartis, tra cui l’acquisizione da 3,1 miliardi di dollari di Anthos Therapeutics (a febbraio) per potenziare l’offerta cardiovascolare, e quella da 1,7 miliardi con Regulus Therapeutics (ad aprile) per una terapia contro una malattia renale.

Nel luglio scorso, Novartis ha anche siglato una collaborazione con Matchpoint Therapeutics, del valore potenziale fino a 1 miliardo di dollari, per lo sviluppo di farmaci orali contro le malattie infiammatorie.