“Non esiste alcun modo di stabilire quale decisione sia la migliore, perchè non esiste alcun termine di paragone. L’uomo vive ogni cosa subito per la prima volta, senza preparazioni. Come un attore che entra in scena senza aver mai provato. Ma che valore può avere la vita se la prima prova è già la vita stessa? Per questo la vita somiglia sempre ad uno schizzo. Ma nemmeno “schizzo” è la parola giusta, perchè uno schizzo è sempre l’abbozzo di qualcosa, la preparazione di un quadro, mentre lo schizzo che è la nostra vita è uno schizzo di nulla, un abbozzo senza quadro. Quello che avviene soltanto una volta è come se non fosse mai avvenuto. Se l’uomo può vivere solo una vita, è come se non vivesse affatto “
“L’insostenibile leggerezza dell’essere”, Milan Kundera
Queste settimane abbiamo davanti ai nostri occhi degli attori che certamente sembrano entrati in scena senza prove.
Il quadro economico-politico sta diventando sempre di più un gioco simultaneo in cui l’unica certezza è l’incertezza.
Per quanto riguarda i mercati finanziari, dopo il quarto trimestre 2018 in calo, siamo ora spettatori di un rally della borsa di cui intravediamo sullo sfondo un mosaico di punti interrogativi.
Il tanto atteso 28 Febbraio, giorno in cui Donald Trump e Kim Jong Un hanno avuto il loro secondo appuntamento amoroso ad Hanoi (Vietnam), non ha portato altro che ulteriore procrastinazione. “We fell in love” erano le parole usate dal presidente statunitense a settembre dell’anno scorso mentre descriveva il rapporto con Kim, rapporto sbocciato nel mese di giugno a Singapore. La tempesta d’amore tra i due leader non è riuscita purtroppo ad aggirare le procedure della diplomazia tradizionale, e giovedì il caro Donald è salito a bordo del suo Air Force One in anticipo senza aver raggiunto un negoziato con il leader coreano. La Corea del Nord ha offerto di chiudere la sua installazione nucleare di Yongbyon a condizione di una parziale (secondo la versione coreana) o totale (secondo la versione americana) cancellazione delle sanzioni imposte al paese dal Consiglio di Sicurezza dell’ONU. Il disaccordo e le incomprensioni su tematiche tanto delicate da aver costellato gli ultimi anni di minacce e diffidenza non sembrano però spaventare il tycoon statunitense che ci rassicura dicendo che “sometimes you just have to walk”. Rimaniamo quindi in attesa di una proposta di negoziato da parte degli Stati Uniti, nonostante i toni decisi di Choe Son Hui, viceministro degli esteri nordcoreano, che sembra avere qualche riserva a riguardo.
L’ incognita sul rapporto pendente tra Regno Unito e Europa, con un potenziale no deal nell’aria, ultimamente non ha lasciato dormire sonni sereni neppure al Vecchio Continuente. Le banche centrali si augurano che il tanto famigerato no deal sia soltanto un lontano incubo. Esse, protagoniste indiscusse di questi tempi, temono che il mancato accordo del governo May faccia saltare in aria la normalizzazione dei tassi e metta in crisi gli attori della politica monetaria. Il mercato sembra credere però ad una “Soft Brexit”, come testimonia l’apprezzamento generalizzato della sterlina a cui abbiamo assistito la settimana scorsa.
Le elezioni europee di Maggio, e la “draghexit” del 31 ottobre 2019, giorno in cui Mario Draghi uscirà di scena, aumentano l’alea di incognito sul futuro. Per quanto riguarda il successore che si insedierà ai primi di Novembre al posto di Draghi, pare non ci siano favoriti. Si contendono il primo posto il governatore della Banca di Francia Francois Villeroy e l’ex governatore della banca finlandese Erkki Liikanen. Jens Weidmann, presidente della Deutsche Bundesbank, un tempo in pole position nei pronostici, sembra invece avere poche chance di essere eletto. A prescindere da chi sarà il successore, cio’ che conta è dunque raggiungere una posizione che soddisfi la maggioranza poiché il presidente agisce nell’interesse della Bce e dell’eurozona, non in quello di un singolo stato.
Quanto invece alla guerra commerciale tra Pechino e Washington, la tregua concordata al G20 di Buenos Aires sembra essere riuscita a portare alla resa di Cina e Stati Uniti. L’accordo tra i due potrebbe infatti arrivare il 27 Marzo, ma con l’eccezione di Shangai gli altri listini ritengono sia troppo presto per cantare vittoria. Gli investitori aspettano fatti concreti e molti di essi temono che l’accordo possa rivelarsi soltanto apparente e che la Cina non sia pronta a mantenere le sue promesse. I topic messi a fuoco da Trump e Xi Jinping sono stati parecchi, a partire dalla partnership nell’auto, la proprietà intellettuale, i meccanismi per le dispute fino all’obbligo per la Cina di comprare l’energia dagli Stati Uniti. Ci auguriamo quindi che la ritirata incerta di Wall Street sia stata soltanto sintomo di scetticismo, e che l’apparente armistizio si riveli invece una vera e propria intesa duratura per le due superpotenze.
Forse l’incertezza di cui si parlava qui sopra è soltanto la condizione e la fonte da cui attingere per continuare a camminare e ricercare. Siamo costantemente messi nelle condizioni di dover rimettere a fuoco ciò che davvero conta per la nostra vita. In un ambiente fragile, ma allo stesso tempo così dinamico, le circostanze in cui ci imbattiamo quotidianamente ci obbligano a trovare un equilibrio dentro la nostra stessa esistenza.
Ogni equilibrio è destinato ad essere ristabilito ciclicamente. Milan Kundera prosegue scrivendo “L’unica ragione per la quale la gente vuole dominare il futuro è cambiare il passato.”. Forse l’unica modalità per cambiare il passato è partire da questo presente. Forse solo così lo spettacolo diventerà interessante ai nostri occhi, forse solo così diventeremo noi i protagonisti in scena rendendo “certo” quello che fino ad oggi ci sembra incerto. Ma per farlo bisogna essere capaci di dialogare, e trovare una risposta comune alla proiezione di mondo ideale che ognuno di noi ha dentro di sé.