Mantenere la calma

«Quando le cose si mettevano male, dovevi anche mantenere la calma. Come dicevano tutti: prima vai nel panico e poi affoghi.»

Citazione tratta da Giorni selvaggi – Una vita sulle onde, di William Finnegan

 

I mercati sono stati gettati nel panico dal coronavirus, ma bisogna evitare di affogare. Anche quando le cose si mettono male, come scrive William Finnegan nell’opera Giorni selvaggi – Una vita sulle onde, si deve mantenere la calma. Dalla Cina, intanto, arriva una notizia che può aiutare a calmarsi: l’epidemia «sta rallentando, è stato raggiunto un picco dei nuovi contagi, quindi c’è stata una stabilizzazione e ora si vede un calo dei nuovi casi». Lo ha spiegato Bruce Aylward, il capo della squadra di 25 esperti dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) che è stata in missione nel Paese asiatico, durante una conferenza stampa a Ginevra. Aylward ha fatto un resoconto dettagliato del viaggio, da Pechino a Wuhan. E ha sottolineato che, nonostante gli errori fatti, il mondo «ha bisogno dell’esperienza della Cina» e che è necessario «cambiare mentalità nel preparaci a eventi simili». Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, Pechino «ha affrontato in modo pragmatico un nuovo virus che fa molta paura e si diffonde velocemente. Hanno varato misure drastiche, mai viste in precedenza, per cercare di contenere la diffusione del virus».

Sempre al fine di limitare l’epidemia, il Paese asiatico ha preso una decisione inusuale: rinviare la plenaria dell’Assemblea nazionale del popolo, uno dei principali appuntamenti politici nazionali. L’apertura della sessione annuale dell’organo legislativo cinese era fissata in calendario per il prossimo 5 marzo. Ma poiché tale evento richiama ogni primavera a Pechino circa 3.000 delegati da tutte le province, il comitato permanete dell’Assemblea ha preferito non rischiare.  Durante l’assise – che si svolge simultaneamente con la Conferenza politico consultiva – la Cina stabilisce gli obiettivi futuri e traccia il bilancio dei 12 mesi trascorsi. Durante la sessione, inoltre, il premier presenta il documento di lavoro che serve a fissare i target di crescita e le priorità di politica economica.

Guardiamo ora agli Stati Uniti. Loretta Mester, presidente della Federal Reserve di Cleveland, è “rimasta calma”.  Infatti, pur specificando che il rischio coronavirus va attentamente monitorato, ha affermato che l’attuale livello dei tassi di interesse negli USA è quello giusto. Mester ha anche detto che si aspetta una crescita solida dell’economia americana, anche se «in questo momento è difficile valutare la portata dell’impatto economico» dell’epidemia. Il presidente della FED di Cleveland, senza cedere al panico, ha comunque spiegato che i rischi principali sono legati «alla riduzione del turismo e dei viaggi, al calo della spesa dei consumatori in Cina e da parte dei turisti cinesi all’estero, alle interruzioni nelle catene di approvvigionamento e al calo della propensione al rischio degli investitori».

Anche nei verbali della Federal Reserve relativi all’incontro del 28-29 gennaio – pubblicati settimana scorsa – si parla di coronavirus, che è citato 8 volte e che è considerato «nuovo rischio per l’outlook globale». Tuttavia, complessivamente, non c’è panico. Anzi, c’è un crescente ottimismo sull’economia statunitense, e la prospettiva è considerata «più favorevole rispetto all’incontro precedente, nonostante rimangano alcuni pericoli».

Passando all’Europa, si nota come sia più difficile mantenere la calma. Se in Cina la situazione va stabilizzandosi, nel Vecchio Continente i contagi sono in aumento, soprattutto nel Nord Italia. Stamattina i principali listini europei hanno infatti avviato le sedute in ribasso. Visto tale contesto, dall’UE è arrivata in questi giorni un’apertura circa l’aumento di spesa per i Paesi colpiti dall’emergenza. In un’intervista al Messaggero, il commissario per l’economia, Paolo Gentiloni, ha detto: «Disponiamo di qualche margine di intervento». Inoltre, ha annunciato l’arrivo di due misure di sostegno, una delle quali dovrebbe partire già in settimana.

Nel frattempo, sul fronte macro, è stata confermata la stima preliminare d’inflazione dell’Eurozona del mese di gennaio, da cui si evince una accelerazione dei prezzi. Secondo EUROSTAT, il dato è cresciuto dell’1,4% su base tendenziale, in linea con le previsioni degli analisti. A dicembre, invece, c’era stato un aumento pari all’1,3%. A livello mensile, i prezzi al consumo di gennaio sono scesi dell’1%; anche in questo caso il risultato coincide con le stime.