L’infinito soccorso

«Benché l’abilità dell’uomo nel cacciarsi nei guai sembri inesauribile, anche le risorse dell’Infinito Soccorso non sono da meno»

Citazione tratta da Autobiografia di uno Yogi, di Paramahansa Yogananda

 

Secondo Paramahansa Yogananda, filosofo indiano vissuto tra il 1893 e il 1952, esiste un «Infinito Soccorso» che aiuta senza limiti l’uomo che ne va in cerca. Passando da una dimensione mistica a una più materiale, possiamo dire che è quello che chiedono i mercati ora che bisogna affrontare la pandemia di coronavirus e il suo impatto sull’economia.

Così, lunedì 23 marzo, la Federal Reserve ha lanciato il suo “infinito soccorso”, ovvero un Quantitative easing illimitato per garantire liquidità e dare fiducia agli investitori. Per capire l’eccezionalità di tale scelta basta ricordare che un intervento del genere non era stato preso nemmeno durante la grande crisi del 2008. Accanto ad acquisti di asset scatteranno anche ulteriori e intense azioni di sostegno ai mercati del credito per il business. Inoltre sono state annunciate operazioni volte a sostenere direttamente i prestiti alle imprese. In un comunicato, la Fed scrive: «Se rimane molta incertezza è diventato chiaro che la nostra economia affronterà severi traumi. Aggressivi sforzi devono essere compiuti sia nel settore privato che pubblico per limitare la perdita di posti di lavoro e di reddito e per promuovere una veloce ripresa quando i traumi saranno passati».

Nel frattempo, anche la politica statunitense prepara le proprie misure di soccorso mentre i vari Stati stanno implementando, uno dopo l’altro, delle restrizioni per contenere la diffusione del virus. L’amministrazione Trump ha infatti siglato in questi giorni, dopo una lunga maratona, un accordo con i senatori democratici per varare uno straordinario pacchetto di salvataggio da quasi 2mila miliardi di dollari. Si tratta di spese e agevolazioni fiscali per sostenere l’economia; tutti i dettagli non sono ancora stati resi noti, ma i negoziatori stavano lavorando a un pacchetto che comprende l’assistenza a società, Stati e città, assegni diretti ai cittadini, prestiti e aiuti per le piccole imprese al fine di mantenere gli stipendi e quindi l’occupazione. La Fed aveva infatti avvertito domenica che il 30% degli americani rischia di perdere il posto di lavoro in assenza di adeguate misure. Sono inoltre previsti dei differimenti sul pagamento delle tasse e diverse altre disposizioni.

Dall’altra sponda dell’oceano, intanto, aumentano le richieste di soccorso. Nove Paesi Ue hanno scritto ieri al presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, per sollecitare l’introduzione dei cosiddetti coronabond. La lettera è stata firmata da Francia, Italia, Portogallo, Spagna, Slovenia, Grecia, Irlanda, Belgio e Lussemburgo. In essa si legge che bisogna riconoscere «la gravità della situazione e la necessità di un’ulteriore reazione per rafforzare le nostre economie oggi, al fine di metterle nelle migliori condizioni per una rapida ripartenza domani. Questo richiede l’attivazione di tutti i comuni strumenti fiscali a sostegno degli sforzi nazionali e a garanzia della solidarietà finanziaria, specialmente nell’Eurozona. In particolare, dobbiamo lavorare su uno strumento di debito comune emesso da una Istituzione dell’Ue per raccogliere risorse sul mercato sulle stesse basi e a beneficio di tutti gli Stati Membri, garantendo in questo modo il finanziamento stabile e a lungo termine delle politiche utili a contrastare i danni causati da questa pandemia».

Intanto, la Bce ha reso il suo Quantitative easing per il 2020 un “infinito soccorso”: non saranno applicati limiti al piano di acquisti di bond da 750 miliardi di euro. Pertanto, il Programma temporaneo di acquisto per l’emergenza pandemica (PEPP) non avrà il tetto del 33% del debito di ciascun Paese.

Per far fronte all’impatto della pandemia si è mosso anche il governo tedesco, il quale ha preparato un nuovo pacchetto di aiuti per l’economia che comporterà un deficit pari a 156 miliardi di euro per il 2020. Il piano dovrebbe ottenere il via libera finale nei prossimi giorni dal Bundesrat (il Parlamento delle Regioni). Tra le misure previste vi sono, oltre ai fondi per la sanità, risorse per sostenere l’occupazione e le aziende, agevolazioni per chi è in affitto, aiuti ai destinatari dei sussidi ‘Hartz IV’ (ovvero redditi minimi e disoccupati). Il “soccorso” complessivo, considerando anche i prestiti e le garanzie, è superiore ai 1.000 miliardi di euro.