I sentimenti

«Il pensiero degli Utopiani è invece quello che non c’è persona, dalla quale non sia partita alcuna ingiuria, che debba essere ritenuta nemica, che la parentela della natura tiene le veci dell’alleanza e che più saldamente si legano fra loro gli uomini con i sentimenti amichevoli che con altro: con lo spirito cioè anziché con le parole.»

Citazione tratta da Utopia di San Tommaso Moro

 

Nelle relazioni umane San Tommaso Moro ci ricorda quanto siano importanti i sentimenti, soprattutto se amichevoli, e lo stesso si può dire dei meccanismi che muovono i mercati. E il sentimento degli operatori sul futuro lascia ben sperare: la crescita economica globale resisterà all’epidemia di coronavirus, mentre le politiche fiscali e monetarie attenueranno l’impatto del contagio su quella cinese. 

La People’s Bank of China martedì ha iniettato 500 miliardi di yuan (71,21 miliardi di dollari) di liquidità nel sistema bancario.  Una cifra che si va a sommare ai 1.200 miliardi di yuan già immessi nelle scorse settimane. Ma l’istituto aveva preso anche altre contromisure per contenere l’impatto economico del coronavirus, approvando un taglio dei tassi e favorendo i prestiti alle imprese in difficoltà.

Dal punto di vista medico, l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha ricordato che non esiste ancora una cura contro il virus. Nel frattempo, la Cina e il resto del mondo continuano a testare terapie che possano essere efficaci. Secondo la mappa online sviluppata dal Center for Systems Science and Engineering della statunitense Johns Hopkins University, i morti sono saliti a 565 mentre i contagi, a livello mondiale, sono arrivati a oltre 28.000. Ma sono aumentate anche le persone guarite, pari a più di 1.100.  

Sotto i riflettori dei mercati c’è anche Donald Trump. Il Senato americano, a maggioranza repubblicana, ha salvato il presidente degli Stati Uniti dall’impeachment. L’inquilino della Casa Bianca, nei giorni scorsi, ha attirato l’attenzione degli operatori anche per il suo discorso sull’Unione, tenuto al Congresso. Il magnate americano ha parlato di «record» a proposito dell’andamento positivo delle borse dalla sua elezione e ha criticato le politiche del suo predecessore, Barack Obama. Le dichiarazioni sono state scandite dalle ovazioni dei repubblicani che, a più riprese, gridavano «four more years, four more years», ovvero «ancora quattro anni» in riferimento alle elezioni per la Casa Bianca di quest’anno. I democratici, invece, sono usciti dalla Camera perché era «impossibile sopportare le bugie di Trump». Che l’evento avrebbe suscitato sentimenti nettamente opposti lo si poteva presagire dall’arrivo del presidente, nel momento in cui ha rifiutato di dare la mano al Nancy Pelosi, esponente di spicco dell’opposizione, la quale ha poi stracciato i fogli su cui era trascritto il discorso.

Sul fronte dei dati macro, gli ordini alle imprese a stelle e strisce sono aumentati dell’1,8% a dicembre rispetto al mese precedente. Il dato ha sorpreso in positivo gli economisti che avevano stimato un aumento dello 0,7%. Inoltre, i mercati guardano con entusiasmo anche alla notizia secondo cui la Cina dimezzerà i dazi su 75 miliardi di dollari di importazioni statunitensi come parte dei suoi sforzi per attuare l’accordo commerciale di ‘fase uno’, recentemente firmato con Washington.

In Europa, invece, deludono i dati che arrivano dalla locomotiva economica del Continente. Gli ordini manifatturieri in Germania sono scesi del 2,1% congiunturale a dicembre 2019 (-8,7% anno su anno), molto sotto le attese che stimavano addirittura un aumento dello 0,5%. Gli ordini interni sono saliti dell’1,4% su base mensile, mentre quelli esteri sono crollati del 4,5%. Il dato di novembre, invece, è stato rivisto al rialzo a -0,8% mese su mese da -1,3%.

I mercati sono rimasti “amareggiati” anche dai risultati del PIL dell’Eurozona, che è aumentato solo dello 0,1% nel quarto trimestre 2019 sui tre mesi precedenti, con una crescita dell’1% anno su anno. Gli economisti si aspettavano, rispettivamente, un rialzo dello 0,2% e dell’1,1%. Sempre nell’Eurozona bisogna segnalare la stima flash di Eurostat sull’inflazione, che a gennaio 2020 è aumentata dell’1,4% a livello annuale, contro il + 1,3% di dicembre. Guardando alle singole componenti, l’impatto maggiore è arrivato da alcol, cibo e tabacco, seguiti da energia e servizi.