Giocare senza paura

«Poiché il peso che aveva sul cuore aveva cominciato ad alleggerirsi, si ripeté mentalmente quello che il padre gli aveva detto una volta, e cioè che il denaro giocato con paura non può vincere e che un uomo preoccupato non può amare».

Citazione tratta dal libro Cavalli selvaggi di Cormac McCarthy

 

«Il denaro giocato con paura non può vincere», scriveva Cormac McCarthy. Ed è per questo che la Bundesbank invita il governo tedesco a “giocarsi” un po’ di soldi senza alcun timore. La Germania, infatti, continua a registrare surplus di bilancio grazie al calo della spesa per interessi e solide entrate tributarie. Quindi, ci sono i margini di manovra per utilizzare la spesa pubblica a sostegno della crescita e dell’occupazione. Lo dichiara la Buba nel bollettino mensile sull’economia pubblicato questa settimana. Un invito che si unisce ai già numerosi suggerimenti di BCE, politici ed economisti. Christine Lagarde, presidente della Banca Centrale Europea, va ripetendo che la politica monetaria accomodante è più efficace se accompagnata da politiche fiscali espansive, nei Paesi che possono permetterselo. E la Germania è certamente uno di questi.

Il surplus di bilancio della locomotiva europea, nel 2019, è stato di 13,5 miliardi. Soldi che potrebbero essere “giocati” senza paura per invertire l’attuale tendenza: la Banca centrale tedesca è infatti preoccupata per il primo trimestre 2020, che sta iniziando con un tono minore di quanto previsto (anche a causa del coronavirus). I servizi e i consumi, grazie anche all’alto tasso di occupazione, stanno sostenendo la domanda interna, mentre l’industria manufatturiera e l’export stanno faticando. Pur invitando a una maggiore spesa, la Bundesbank rimane tuttavia convinta che non siano necessarie misure eccessive e che il freno al debito rimane una regola che sta funzionando.

Guardando all’Eurozona, si evince un rallentamento della crescita nel quarto trimestre 2019. Lo ha annunciato EUROSTAT, i cui dati mostrano un aumento dello 0,1% rispetto ai tre mesi precedenti, e un incremento dello 0,9% su base annua contro il +1,2 della stima preliminare e il +1% atteso dagli analisti. Segnali positivi arrivano dal fronte occupazionale: il numero di persone che lavorano, sempre nell’area euro, sono aumentate dello 0,3% nel quarto trimestre dello scorso anno rispetto al trimestre precedente. Anno su anno il dato è invece aumentato dell’1%.

Ma i mercati guardano anche all’Asia. L’economia del Giappone è in affanno; negli ultimi tre mesi del 2019 il prodotto interno lordo è calato del 6,3% rispetto allo stesso periodo 2018. Parliamo della peggiore contrazione degli ultimi 5 anni. Secondo gli analisti, tra le principali cause di questo risultato vi è l’aumento dell’Iva, che ha portato a un forte calo dei consumi. Il governo nipponico, proprio per bilanciare gli effetti dell’incremento della tassazione indiretta, ha approvato a dicembre un piano di stimoli all’economia per una cifra equivalente a 120 miliardi di dollari. E ora sta pensando a una nuova manovra aggiuntiva per contenere gli effetti del coronavirus. L’epidemia colpirà soprattutto il turismo: i cinesi rappresentano di gran lunga il maggiore gruppo tra i viaggiatori stranieri, nonché quello che spende di più. L’obiettivo del governo di arrivare nel 2020, anche grazie alle Olimpiadi, a oltre 40 milioni di turisti è ormai considerato impossibile da realizzare. Sul versante industriale, inoltre, alcune fabbriche nipponiche hanno deciso di sospendere parzialmente l’attività a causa della mancanza di componentistica made in China.

Pechino, intanto, ha annunciato un’esenzione delle tariffe doganali, imposte nel corso della sua guerra commerciale con gli Stati Uniti, per alcune apparecchiature medicali americane importate, al fine di contrastare con maggior efficacia l’epidemia. Tuttavia tali eccezioni non saranno automatiche: le società di importazione cinesi dovranno presentare una richiesta specifica per beneficiare della misura (che entrerà in vigore nelle prossime settimane).

Negli States le ripercussioni economiche del coronavirus hanno colpito diverse aziende, come Apple, i cui dispositivi sono assemblati proprio nel Paese asiatico. Il colosso di Cupertino ha infatti comunicato di dover abbassare le aspettative per prossimi mesi a livello di entrate. Un colpo negativo che arriva dopo i numeri record registrati nel trimestre terminato a fine anno, in cui è stato raggiunto un fatturato di 91,8 miliardi di dollari, in aumento del 9% su base annua.